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Mario Rogerio Dos Santos Galvao. Powerman Zofingen
di Mario Rogerio Dos Santos Galvao, 08/09/2016

Il mio powerman zofingen.
Una sfida iniziata nel 2013 - quando mi ero iscritto a questa gara e poi non l’ho potuta fare a causa dell’incidente che mi ha tenuto fermo per un paio d’anni, ma col senno del poi devo dire che se l’avessi fatta nel 2013 probabilmente non l’avrei finita.
Powerman Zofingen: 10km di corsa con 203mt di dislivello, 150km di bici con 1700 mt di dislivello, 30km di corsa con 527 mt di dislivello. Probabilmente la gara di duathlon più dura al mondo, ma quest’anno mi sentivo davvero in forma e volevo ritornare esattamente lì, a quella gara, a dove la sfortuna mi aveva fermato. L’ho deciso troppo tardi, avevo solo 50 giorni per prepararla.Fabio Pierantozzi (mio coach) mi diceva che in così poco tempo era meglio affrontare un Ironman, ma Corrado Zambonelli mi ha sdoganato la decisione: ‘questa è la tua gara, falla ora che ti senti bene!’. Fabio Pierantozzi è stato grande, e devo a lui questo risultato. Mi ha seguito quotidianamente con programmi di allenamento durissimi: un mese e mezzo di ‘altalena emotiva e fisica’: a volte mi sentivo veramente powerman, a volte pensavo che non ce l’avrei mai fatta, a volte non riuscivo a dormire per quanto ero stanco e dolorante. Ma è stato un attimo ed ero già lì: in macchina sulla A1, obiettivo Zofingen. Sulla strada tanti pensieri e tante emozioni, Wathsapp e Facebook risuonavano di messaggi di auguri e di incoraggiamento, grazie amici!!! vi voglio bene!!! Sono arrivato con 2 giorni di anticipo, volevo con calma provare il percorso ed arrivare riposato alla prova, Il paesaggio era superbo, le strade erano perfette, il percorso non sembrava così duro….ma lo sarebbe stato, eccome! La sera precedente, briefing e pasta party, il contesto internazionale mi faceva sentire un po ‘figo’ e nel contempo un perfetto idiota: sbaglio gli orari, non capisco la lingua. Mi manca Fabrizio Marini il mio amico e compagno di avventure sportive a cui mi affidavo completamente per tutti gli aspetti organizzativi, che non sono proprio il mio forte ;-) Conosco 2 atleti brasiliani, un prete atleta colombiano, facciamo un po di chiacchiere. La notte dormo male. E finalmente sono al nastro di partenza, sapevo che sarebbe stata una lunga giornata, ‘ho le pulsazioni alte, mi devo calmare’. Primo tratto di corsa: 10km 203mt dislivello. Partenza: devo tenere 145 battiti al minuto, io quei battiti ce li avevo quando ero fermo, dopo poco cominciano a superarmi in molti: arriva un po’ di sconforto ma mi devo concentrare sulla mia gara, so bene che non riuscirei a fare una maratona sotto i 4’ al km, quindi devo mantenere il mio ritmo, non devo accelerare - questa decisione farà la differenza in gara, se avessi seguito i più, probabilmente non avrei avuto risorse per chiudere, e ce ne sono stati tanti che ho lasciato lungo il percorso. Prima frazione di corsa chiusa, la mia unica preoccupazione era quella di recuperare posizioni in bici (ero 22°) ma so anche che non devo esagerare perché la gara è lunga. Ci sono salite molto impegnative (20 anche 25%) sono 3 giri per un totale di 150km e 1700mt di dislivello. Il livello è altissimo, ci sono atleti molto forti, riesco a chiudere la frazione di bici guadagnando la 10a posizione e tutto sommato in discreta forma, tenendo una media di 34km ora. Ho rischiato di fare una brutta caduta al 40° km, con un elicottero che è atterrato non distante da me e mi ha spostato d’improvviso di qualche metri. Al briefing ci avevano terrorizzato con le rigidissime sanzioni ITU e di polizia locale, ero stato molto attento a non superare la striscia continua e avevo tolto tutti gli involucri alle barrette per non gettarli a terra. Transizione impacciata: non trovo la rastrelliera. Ora arriva la frazione più impegnativa 30km di corsa con 527 mt di dislivello. I primi 4km spaccano le gambe, sembra di stare su di una rampa di garage, finalmente il percorso si addolcisce ma quando arriva la discesa rimpiangi la salita. Cominciano ad arrivare le indicazioni del coach tramite Jessica che da bordo percorso mi segnala: ‘davanti, a 30 mt hai il tuo uomo, da battere, è quello alto col pettorale 540!’ (Grazie Morzinho mio sempre presente al mio fianco e dando quella carica in più sia durante le allenamento che in gara donna di ferro) Devo dire che oramai ero allo stremo le gambe bruciavano e pure la testa era confusa, pensavo solo di finire la gara al meglio, ma sapere che più in là, a soli 30mt, avevo un obiettivo da raggiungere mi ha dato uno stimolo in più, ho superato il ‘mio uomo’, ce l’avevo fatta! Ma poi lo sentivo lì, attaccato a me e non dovevo mollare, e andare, anche se le gambe bruciavano e facevano inerzia e chiedevano solo tregua. In realtà il ‘mio uomo’ era rimasto parecchio indietro, quello che sentivo era il rumore del mio pettorale che sbatteva… ma l’ho capito solo dopo. Comincio a sentire ‘caciara’ oddio! sono vicino all’arrivo! I bambini mi salutano! Sto entrando nell’arena, che emozione!!!!! ce l’ho fatta: ho chiuso il mio Powerman IO: Mario Rogerio Dos Santos Galvao detto Rogeraldo, il cancellara di Sacrofano, Roger. mi amo e vi amo tutti!!! Ho chiuso a 7.25 ore 7° categoria Open e 3° Age Group. Scoprirò poi, che eravate in tanti a seguire la gara al computer, in diretta a seguire i dati su Datasport.
Altre emozioni che si aggiungono all’emozione di aver vinto la mia sfida.




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