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… alla fine arrivo anche io
di Fabrizio Chiezzi, 02/08/2017

Oggi la sveglia non suona, come orami succede spesso, mi alzo sempre prima che lei possa svegliarmi… non sono nervoso, non sono tranquillo, so quello che mi aspetta, ma non sono preparato come vorrei, troppe cose sono accadute negli ultimi mesi che hanno minato la mia consapevolezza di poter finire, finire bene!!! Cambiare tre lavori in poco più di un mese, piccoli infortuni che non mi hanno permesso di fare l’ultimo passo verso la prestazione che vorrei e che mi hanno fatto quasi desistere.
Ma non posso tirarmi indietro!!!
Prendo la mia bici e sono alla zona cambio, prendo le mie cose e sono dentro, sistemo tutto sono pronto, no muta! Scherzo con i miei “colleghi” ed ho dimenticato qualcosa (come sempre) per fortuna ci sono Bruna e gli altri che mi aiutano con le operazioni finali prima del via. 
Manca poco è ora di andare alla partenza… faccio una nuotata con Gigi e Stefano ed arriviamo al via, siamo pronti, siamo al via, ma i minuti scorrono e la partenza non arriva, i minuti passano e siamo già ad un’ora di ritardo, ma adesso tocca a noi.
Via!!!!! Cerco di non forzare, cerco di avere un ritmo decente senza strafare, mi sembra lontana la boa, ma vado avanti mi sembra di non andare bene ma non voglio bruciare tutto subito. Non bevo e questo sembra un bene, non sono molto veloce, ma non ho un allenamento tale che mi consenta di accelerare. Giro di boa e ci siamo, comincio e superare qualcuno che sembra fermo, non recupererò, ma almeno non perdo, penso tra me e me. Sono finalmente all’uscita vedo l’arco e con un balzo sono fuori. Scivolo quasi cado e quindi mi calmo, non voglio vanificare tutto come uno stupido.
Occhiali, casco, pettorale, calzini e scarpe, comincio a correre, di bici ce n’è poche, ma fa nulla! Esco e comincio a pedalare, il primo tratto sarà tutto curve, salite, discese e quindi sto calmo… gel, bevo sali e cominciano a passarmi quei pochi che erano dietro di me, mi sembra come se adesso sia ultimo, ma fa nulla, tranquillo senza forzare altrimenti non finisco. Vedo Stefano fermo che spinge ha bucato accidenti… mi dispiace per lui, devo stare attento anche io a non passare sui vetri. Finalmente via Ostiense, finalmente la strada si fa meno impervia e comincio a fare l’andatura che mi ero prefissato, leggero senza forzare le gambe, su e giù veloce… Toh!! Passo uno che è più lento di me, incredibile. Mi frullano in testa mille cose, mi sembra che la bici meno attrezzata sia la mia, hanno tutti appendici, supporti per le borracce multipli e fichissimi, caschi da far invidia… ma sarà poi quello a fare la differenza?!? Me lo chiedo sempre, ma non so rispondere, chiederò a Rogerio la prossima volta! Penso di fare del mio meglio ed i km passano, il caldo comincia a farsi sentire ed anche la stanchezza. Acilia, giro di boa e vedo Gigi sfrecciare veloce sull’altro lato, sta andando benissimo, non riuscirò a prenderlo; è arrivato il momento di mangiare stacco le mie barrette che se non bevo non vanno giù, nonostante cerchi di fare necessità virtù il sapore di queste cose non è di mio gradimento. Giro di boa, Stefano è tornato in gara e mi passa agevolmente, sono contento per lui, recupero un tipo con una bici spaziale sembra un pro, lo passo e mi si attacca dietro, sento il rumore del suo pignone dietro di me, fa caldo rallento un pochino sono stanco e non sono sicuro che lo sforzo che sto facendo sia in linea con la possibilità di finire in maniera dignitosa. Mille pensieri mi passano per la testa, nessuno positivo; ma che diamine è possibile che adesso devo pensare a queste cose? Forza, schiena bassa ed andare non manca molto sono al secondo giro, Acilia è lì, dopo di che manca solo il ritorno… recupero su un paio di atleti davanti a me ed al giro di boa sono con loro, fanno scia e penso che mi farò trascinare per un pochino, anche se non dovrei, ma fa caldo e sarà solo per un po’. Recuperiamo altri due che a loro volta erano in coppia anche loro, ed ora siamo in cinque… non voglio però essere penalizzato ed allora li lascio andare, non riuscirei a stare con loro se non in scia, bevo e finisco il secondo giro… bene sono alla fine, ricordo il percorso e quindi manca poco, rallento e mi rilasso, finisco di mangiare tutto quello che mi rimane e preparo il mio ultimo gel per l’inizio della corsa… sono in zona cambio non mi sembra vero.
Cambio scarpe, cappello e via.. comincio piano non voglio farmi male, e trovo Isa ad incitarmi sul percorso, tento di scherzare e sdrammatizzare, ma fa caldo da morire… sento però che c’è qualcosa che posso dare ed allora vai aumento, ci sono mi sento bene e comincio a superare, sento che vado in spinta e le gambe rispondono bene, le salite anche se leggere, ammazzano le gambe, trovo Gigi piantato su una di queste, lo incito, lo passo e so che non mollerà. Recupero bene, il passo mi sembra buono, ma fa caldo e Santa Bruna da Roma Nord mi passa dell’acqua che gestisco con una parsimonia da fare invidia, penso che mi servirà dopo, mi bagno e bevo ad ogni ristoro, ma la bottiglietta di Bruna non la mollo. Passa il primo e passa il secondo giro (ed Isa è ancora lì) e mi sento ancora bene, ma al terzo giro la salita non mi perdona, sento che non riesco più a spingere come prima, manca qualcosa, si è spenta la luce, ma non mollo, bevo mi bagno, mangio e continuo, non mi fermo c’è ancora molto da fare e cerco di non pensare a quanto manca, ma solo a cosa vedo davanti a me… avversari da superare (come se dovessi vincere qualcosa). Terzo giro finito adesso avanti così…  vedo l’ultimo avversario prima della salita, devo passarlo lui è già a metà, ma devo riuscire a passarlo, scollino, discesa… arrivo al ristoro e lui si ferma a bere e mangiare, io passo al volo prendo solo da bere, mi sembra di essere fermo, mi sembra che non riesco più a correre, ma sono davanti ed ora non devo farmi prendere, mi si indurisce il polpaccio accidenti, ma c’è discesa adesso, lascio andare le gambe, si scioglie il polpaccio, ma comincia un dolore al fegato che mi lascia senza respiro… no adesso no, non posso rallentare mi riprende di sicuro, tengo duro e continuo non so dove sia il mio avversario, ma non mi farò ripassare… adesso c’è la curva e posso sapere quanto è vicino, è troppo lontano non mi prende più e come d’incanto il dolore al fegato sparisce e la corsa diventa fluida, il passaggio sulla passerella di legno diventa la cosa più interminabile di questa giornata, sono alla fine ma non vedo l’arco è nascosto tra gli alberi, sento gli speaker parlare, sono vicino e finalmente lo vedo è lì ed aspetta, risuona il mio nome ed il mio numero, sorrido mi sistemo il body e gli occhiali è il momento di ringraziare chi non c’è più, ma so che mi segue sempre. Sento urlare, mani che applaudono e gente che guarda, mi guarda!!!! Passo sono felice la mia gara è finita, perché tanto alla fine arrivo anche io.




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