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La Grande Guerra: in cammino per l'ITALIA
di Pasquale Trabucco, 15/05/2018

Cari amici,
vi chiamo amici perché con moltissimi di voi ho diviso il freddo ed il caldo che si prova durante una corsa ma, anche con chi non ho potuto dividere questo, sento di poterlo fare perché facciamo parte di una società “speciale” che ha fatto della solidarietà la sua ragione di vita.
In questi anni anche se non ho più corso con voi sono rimasto legato all’aspetto solidale della società partecipando a tutte quelle iniziative dove ci fosse bisogno anche del mio impegno.
Da ultimo mi sono trovato a vivere l’esperienza dell’inaugurazione della scuola di Pieve Torina (MC) paesino colpito duramente dal terremoto.

Mi chiamo Pasquale Trabucco, nato a Roma il 29 febbraio 1960, ho frequentato il 52° Corso Paracadutisti A.N.P.d’I. di Roma nel 1979. Successivamente ho prestato servizio militare come Ufficiale di Fanteria Meccanizzata ed iscritto all’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo dal 15 ottobre 1981.
Dopo aver frequentato il 100° Corso A.U.C. di Cesano (RM) sono stato assegnato per il servizio di prima nomina presso il 28° BTG Fanteria “PAVIA” di stanza a Pesaro.
Il mio attaccamento alla Forza Armata non si è sopito con il distacco dal servizio attivo ma, anzi, proprio questa “lontananza” ha fatto nascere in me un legame ancor più forte.

Nel 2011, in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, ho partecipato con la Podistica Solidarietà alla corsa del Passatore, i 100 km di distanza che uniscono Firenze a Faenza scavalcando l’Appennino, e, all’arrivo sono entrato in Faenza con il basco e il tricolore in ricordo dell’Unità d’Italia e del mio corso Ufficiali che ha in comune con la corsa del Passatore il numero 100 come i kilometri percorsi.
All’arrivo feci una promessa a me stesso: promisi che nel 2018, a 100 anni dalla fine della Grande Guerra, avrei percorso l’Italia a piedi partendo dalla punta più a nord per arrivare alla punta più a sud, per testimoniare come i nostri “nonni” avessero partecipato a quella guerra raggiungendo il fronte da ogni parte d’Italia!

La Grande Guerra fu una guerra tremenda, come lo sono tutte le guerre, ma ho sempre pensato che molti furono i momenti di solidarietà tra eserciti contrapposti. Vi cito solo alcuni dei tanti documenti che si trovano in rete:
“…Spesso si è portati a pensare alla guerra come ad un avvenimento violento dove due contendenti combattono fino all'eliminazione del proprio avversario senza mostrare nessun segno di pietà. La realtà però fu diversa: i soldati di tutti i paesi, accomunati dallo stesso destino, dalle fatiche quotidiane della vita in trincea e da un senso di umanità ancora vivo, furono in grado di stabilire dei contatti pacifici con i nemici e di "proclamare", in certe occasioni, delle tregue. La più celebre tra queste fu senza dubbio la cosiddetta "Tregua di Natale del 1914" quando sul fronte occidentale i soldati francesi e tedeschi si scambiarono gli auguri di Natale e dei piccoli doni, sospendendo i combattimenti per una settimana.
Questo genere di episodi avvennero anche sul fronte italiano, specialmente in quelle zone del fronte dove la distanza tra le linee trincerate era esigua (ad esempio sulla cima del Pal Piccolo, in Carnia). Questi contatti spesso servivano per barattare del cibo o oggetti che il proprio esercito non distribuiva. Gli austro-ungarici ad esempio richiedevano soprattutto qualcosa da mangiare data la situazione precaria del loro rancio. Ogni soldato aveva diritto infatti a soli 250 grammi di pane, 100 di pasta e 80 di carne, quindi molto meno rispetto agli italiani. Al contrario i soldati dell'Impero possedevano quasi sempre del tabacco che scarseggiava tra gli italiani. Il tutto doveva essere compiuto con la massima discrezione: chi veniva scoperto poteva essere denunciato di collusione con il nemico e punito con 10 anni di prigionia….”


In questi anni, dal 2011 ad oggi, ho cercato di documentarmi sulla Grande Guerra cercando anche di entrare nel vissuto di quegli uomini.
In particolare, lo scorso anno ho concluso un corso triennale di Counseling, frequentato presso la scuola “Soave sia il vento” di Roma, discutendo la tesi sul tema “Il Counseling in ambito militare“ partendo proprio dai “reduci” della Grande Guerra.
Oggi, dopo tanto tempo, mi accingo a mantenere quell’impegno, cercando di onorare quanto mi sono prefissato nel 2011.
Non sono l’unico che ha pensato di realizzare quest’esperienza di cammino per l’Italia infatti nel 2011 lo scrittore Enrico Brizzi e alcuni suoi amici sono riusciti nell’intento e un alpino paracadutista di 80 anni, Alessandro Belliere, che nel 2013 ha fatto questo “viaggio” in solitaria. E proprio Alessandro Belliere mi è stato di grande aiuto con i suoi consigli e la sua esperienza.

Il percorso che allego, dove sono indicati i comuni dove dovrò sostare, comporta 43 tappe con una media di 40 km giornalieri.
Quello che vorrei cercare di realizzare va oltre: partire da Predoi (BZ) il Comune più a Nord d’Italia raggiungere Ispica (RG) la punta più a sud.
L’aspetto più importante sarebbe poterlo condividere con 43 famiglie che non conosco, 43 come le tappe del percorso, dimostrando che ancora oggi ci sono italiani che, anche senza conoscersi, si stringono la mano ad ogni arrivo e la stringono nuovamente ad ogni partenza, ogni volta che l’Italia… ha bisogno di una mano.
Partirò da Roma in treno il 20 maggio, il 22 inizierò la marcia di avvicinamento a Vittorio Veneto in modo da per poter sfilare con i miei compagni di corso il 27 maggio in occasione del raduno della Fanteria ed il giorno dopo riprendere il cammino verso sud dove prevedo di arrivare i primi di luglio.

Quello che chiedo alla Podistica Solidarietà è di potermi fregiare del distintivo dell'Associazione e, di verificare la disponibilità di podisti solidali, ma anche di altre società, che avessero voglia di unirsi al mio viaggio in singole tappe e di vedere se si conoscono famiglie presenti nei Comuni di arrivo disposte ad ospitarmi per una notte.
Riuscire a creare una sorta di staffetta dove il testimone è il tricolore che porterò con me dalla Vetta d’Italia a Porto Palo di Capo Passero.
Questi 40 km da percorrere insieme, a dimostrazione che l’Italia è unita attraverso i cittadini, che, anche se non si conoscono, condividono lo stesso amore per il proprio Paese e non dimenticano i propri ”nonni” o “bisnonni”.
Ad ogni arrivo depositerò un fiore al monumento ai caduti. Sarebbe bello se lungo il mio viaggio trovassi 43 famiglie con 43 podisti che di paese in paese consegnassero me ed il tricolore.
Come feci a Faenza, entrando nel Comune di arrivo indosserò il basco del mio Reggimento e porterò il tricolore.

Credo nei sogni, credo nella possibilità di realizzarli!

Vi ringrazio del tempo che mi avete dedicato.

Pasquale Trabucco, Lino in arte il Conte Oliver

tel. 3386679600 - 0686891566
e-mail lino.italia@tiscali.it
Facebook Pasquale Trabucco
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Per conoscere in dettaglio il percorso e le tappe cliccare QUI




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