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600 gare e .... non le dimostra!!
di Romano Dessì, 08/10/2012

Roma Dessi al Trofeo di S.Ippolito

Roma Dessi al Trofeo di S.Ippolito

Cari amici solidali,

come è strano arrivare ad un numero così alto di gare, all'inizio se me lo avressero detto gli avrei dato del matto, purtroppo le gare sono come le ciliege, ne mangi una e poi ne vuoi altre.

È strano perché la voglia è sempre quella, quella di misurarsi con se stessi, con la tua volontà superando mille ostacoli che si frappongono fra noi. Marciare verso un traguardo che poi diventa una partenza, ripartire per poi arrivare e viceversa.

Guardare sempre avanti, ma cercando di guardare indietro per cercare di capire cosa hai fatto. Cercare di carpire quei segreti che la vita ci nasconde, vedere l'infinito dietro ogni curva, e il presente in ogni rettilineo. Guardare un cielo stellato, o ascoltare il raglio di un somaro nella notte, non sono la stessa cosa che rimanere a casa, sono sensazioni che in quel momento ti danno di più di quello che chiedi. Ti avvicina molto a quello che noi chiamiamo Dio.

Per noi il ritmo della vita è frenetico, non ci fermiamo un attimo, ma se ci pensassimo un attimo vedremmo che molte bellezze ci sono sfuggite, il ritmo gara lo impone, dobbiamo pagare dazio, arrivare prima ti impone di guardare dritto, di vedere solo il tuo avversario e cercare di superarlo senza guardare la Basilica di San Pietro che ti si para davanti, o il Colosseo all'arrivo. Siamo tutti presi dalla frenesia di arrivare, arrivare e basta, ricorrendo a volte anche a qualcosa di illecito.

Ringrazio la mia volontà, accresciuta in molti anni di gare, perché chi bara non fa molta strada. La volontà di ripartire, ma anche di guardarsi intorno, cercare di vedere quello che i nostri occhi ci impediscono di vedere e di sentire quello che le nostre orecchie ci impedisono di ascoltare. Suoni o rumori molto flebili, vedere quello che gli altri non vedono.

Ed è per questo che sono arrivato alla mia gara n° 600 con la canotta Orange, per la capacità di meravigliarmi per un cielo stellato o del raglio di un somaro nella notte.

Con questo vi saluto il vostro marciatore Romano




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