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I ringraziamenti di Koinonia Onlus.
di Redazione Podistica, 11/08/2014

Prima di tutto devo scusarmi per il ritardo con cui scrivo questa lettera, ma tra ferie e alcuni problemi di salute ho purtroppo ritardato l’invio, e di questo vi chiedo scusa.

Il ringraziamento per il vostro contributo è scontato, non è scontato invece il ringraziamento per l’entusiasmo e la curiosità che alcuni di voi, che ho incontrato personalmente, hanno manifestato e condiviso.

Come già sapete da alcuni anni come Koinonia Onlus abbiamo adottato questo piccolo sogno a Salvador de Bahia che è “Casa Vhida”. Il progetto si occupa di circa 82 bambini che sono in contatto diretto o indiretto (familiare) con il virus dell’Hiv. In un paese come il Brasile minato da moltissime piaghe economiche, favelas, povertà diffusa, pochissime possibilità di inserimento scolastico e lavorativo per chi nasce, vive sulla strada, convivere con la realtà dell’Aids rende tutto ancora più difficile.

Chi siamo
KOINONIA è un’associazione attiva in Italia senza fini di lucro nata nel 1993 per seguire iniziative di solidarietà sociale ed aiuto allo sviluppo in Africa ed in America Latina. Koinonia in greco antico vuol dire comunità. Una parola bella, che identifica un gruppo di persone capaci di condividere qualcosa di importante. La condivisione di idee e azioni, anche se piccole, è alla base di tutto quello che negli anni abbiamo realizzato. Al centro del nostro impegno ci sono gli emarginati, gli esclusi, quegli uomini donne e bambini di cui il mondo sembra non occuparsi, tranne quando una catastrofe o una guerra particolarmente atroce li porta per pochi giorni all’attenzione di tutti.
Siamo un’associazione piccola, che non realizza grandi interventi o campagne di informazione clamorose, ma che è presente in maniera attiva e propositiva sul territorio, in particolare della città di Roma. Abbiamo piccoli e medi progetti in Kenia, Brasile, Bolivia, Colombia.

IBCM
Alcuni anni fa dall’incontro, tutto ciò che ci segna e ci smuove credo profondamente nasce sempre da un incontro, da un dialogo, da un pezzo di strada fatta insieme e alcune volte dal sognare insieme, con padre Alfredo Dorea ci siamo innamorati di come nella povertà della favelas potesse esistere un piccolo angolo di speranza. Questa era ed è “Casa Vhida” a Salvador de Bahia.
Questo spazio aperto è funzionante da oltre venti anni, in una delle favelas più povere di Salvador grazie all’intuizione e alla scommessa dell’Istituicao Beneficente Conceicao Macedo.
L’IBCM è un’organizzazione solidale che fornisce aiuto a bambini, giovani di strada, adolescenti, attraverso itinerari di formazione al lavoro (il progetto adolescenti apprendisti) e di educazione-informazione sanitaria, soprattutto per quanto riguarda le MST e l’AIDS in particolare. Non solo a loro ma anche alle loro famiglie. Negli ultimi anni si è aperta a nuove sfide con la tutela e la protezione dei bambini minacciati di morte. Bambini e giovani ricercati da associazioni criminali, alcune volte anche dalle polizie locali, perché testimoni di delitti e massacri e posti, dalla magistratura, sotto protezione molte volte a migliaia di km dalle proprie famiglie e dai propri affetti. Una vera piaga nella realtà quotidiana del paese. Realtà che si somma agli squadroni della morte contro i meninos de rua e ai sequestri per il traffico di organiche vede i bambini come prede ingenue e facili da catturare. Sempre i più piccoli sono le vittime, vittime indifese e senza nome nella maggioranza dei casi. Dei quali nessuno si ricorderà mai, perché ormai assuefatti al clima di ingiustizia e violenza verso di loro.

Casa Vhida, in particolare cerca di essere una risposta a questo clima, ospitando circa 82 bambini che convivono, direttamente o indirettamente, con il virus dell'HIV. È uno spazio aperto, solidale, senza fini di lucro, che attua percorsi di appoggio e sostegno, ma soprattutto formazione-informazione alle famiglie sulle cure, sull’integrazione e sull’accesso ai farmaci. È un luogo di speranza e di denuncia. Denuncia perché smuove e interpella le istituzioni, speranza perché offre nuovi itinerari e possibilità di un futuro.

Prioritario tra le varie attività offerte da Casa Vhida è il percorso di accompagnamento medico (supporto farmaceutico e monitoraggio costante dello stato di salute) e scolastico-culturale. Il clima è accogliente e affettuoso; la relazione, sia con gli operatori che con gli altri bambini, è parte essenziale del programma di cura. L'obiettivo principale è favorire la convivenza salubre nelle famiglie e vincere il pregiudizio sociale che produce emarginazione e accresce disuguaglianze, creando rapporti e relazioni stabili con gli operatori. Questa è stata negli anni la modalità vincente per difenderle, riconoscendole sempre come persone, vincente per combattere l’AIDS, malattia che crea paura, emarginazione e solitudine.
Noi ci siamo buttati in questa storia, in questo angolo di speranza, ma anche di gioia. Una storia fatta di tante difficoltà di vita, di salute ma soprattutto economiche, sempre a rischio di fondi insufficienti. I senza voce sono i primi soggetti dei tagli nelle scelte economiche, in quanto non potranno mai far valere i loro diritti, non avendo cittadinanza, potere e voce.

Finora siamo riusciti a vincere, grazie ai piccoli aiuti che arrivano da molti che credono con noi che costruire ponti sia la strategia vincente per ogni persona.
Nella consapevolezza quotidiana che le nostre attività non potranno cambiare il mondo, ma che "se tanta gente di poco conto facesse cose di poco conto, in tanti posti di poco conto, il mondo cambierebbe".
Grazie per aver fatto una cosa di poco conto che cerca di cambiare il mondo!


P.S.: da sempre una storia è stata il fil rouge del mio e nostro impegno. Spero che diventi anche per voi lo stesso.

LE STELLE MARINE
Un uomo passeggiava su una spiaggia deserta, al tramonto. Camminando vide in lontananza un altro uomo.

Avvicinandosi, noto che l’uomo continuava a chinarsi, a raccogliere qualcosa da terra e a gettarlo in acqua . Di tanto in tanto ripeteva l’operazione di gettare delle cose in mare.

Avvicinandosi ulteriormente, il nostro amico noto che l’uomo raccoglieva stelle marine, che erano state depositate dal mare sulla spiaggia e, una alla volta, le rigettava in acqua.

Il nostro amico era perplesso.

Si avvicino all’uomo e disse:

<<Buona sera, amico. Mi chiedevo cosa stessi facendo>>.

<<Ributto in mare queste stelle marine. Vedi, adesso c’e la bassa marea e tutte queste stelle marine sono state depositate sulla riva. Se non le ributto in acqua muoiono qui per mancanza di ossigeno>>.

<<Capisco>>, rispose << ma devono esserci migliaia di stelle marine su questa spiaggia. Non puoi sicuramente trovarle tutte. Semplicemente sono troppe. E non capisci che questo succede su centinaia di altre spiagge lungo la costa? Non vedi che non puoi cambiare le cose per tutte loro?>>.

L’uomo sorrise, si chino a raccogliere un’altra stella marina e, gettandola in acqua, rispose: <<Ho cambiato le cose per questa qui!>>.

Grazie Podistica Solidarietà!!




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