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Put your hands up in the air!
di Alessio Gigli, 01/10/2008

Come promesso nel resoconto della mia prima maratona (Roma 2008) ecco il racconto della mia Maratona di Berlino.

La decisione di partecipare a questa maratona è maturata pochi giorni dopo aver finito la Maratona di Roma, me l'avevano detto che, appena finita una maratona, avrei pensato subito a quella dopo! E poi Berlino per me è un luogo familiare: quale modo migliore per festeggiare la mia decima visita a questa affascinante città?

Questa volta, forte delle basi teoriche e dell'esperienza della mia prima maratona, ho preparato il mio programma di allenamento con largo anticipo, creandomi una tabella personalizzata della durata complessiva di sei mesi, divisi in quattro diverse fasi, delle quali l'ultima, quella di preparazione specifica, della durata di dieci settimane.

La difficoltà principale nella preparazione di una maratona di inizio autunno è il caldo estivo: le corse più lunghe capitano tutte tra luglio e agosto ed io, che gli anni scorsi mi ero sempre concesso una pausa estiva, ho dovuto organizzarmi al meglio per evitare l'umidità e la calura (alle 5 del mattino fa ancora abbastanza fresco!).

La preparazione è andata molto bene e, di settimana in settimana, ho notato costanti miglioramenti. Negli ultimi tre mesi ho incrementato gradualmente il mio chilometraggio e sono passato dai miei abituali tre allenamenti a quattro allenamenti settimanali. Mi sono tenuto su un chilometraggio settimanale di circa 50 km, con una punta massima di 70 km.

Durante la preparazione sono stato molto incerto sul calcolo del mio ritmo teorico, in quanto le corse lunghe mi venivano ad un ritmo troppo lento in proporzione ai lavori veloci, che invece mi riuscivano molto bene. Sicuramente ciò era dovuto ad una carenza sul fronte della resistenza alle lunghe distanze, ma era dovuto probabilmente anche all'umidità estiva che pesa di più sui lavori lunghi rendendo invece più sopportabili i lavori veloci. Verso la fine dell'estate infatti sono riuscito a velocizzare le mie uscite lunghe senza troppa fatica passando da 5.40 a 5.25.

Dopo il lunghissimo di 3 ore, corso il 31 agosto a 5.25 di media con gli ultimi km in progressione, ho programmato, per le domeniche successive, alcune corse a ritmo maratona (5.15) di durata decrescente (2h30 - 2h00 - 1h30). La corsa da 2 ore in particolare è andata molto bene e paradossalmente ho dovuto concentrarmi per rallentare, dato che mi ritrovavo spesso sotto i 5.10/km.

Purtroppo però, dopo la corsa di 2 ore, ho avuto alcuni inconvenienti che mi hanno costretto a rinunciare quasi del tutto agli ultimi lavori di rifinitura: prima una contrattura al polpaccio sinistro mi ha costretto a una settimana di stop (ho sostituito gli allenamenti con tre sedute di cyclette), poi sono stato attaccato da un'influenza che ho dovuto subito debellare con 5 giorni di antibiotici proprio la settimana prima della gara. Alla fine sono riuscito a correre solo 3 volte in 2 settimane.

Però gli ultimi test erano andati bene e tutti gli allenamenti fondamentali per fortuna ero riuscito a farli, quindi mi sentivo pronto per affrontare la maratona a un ritmo prossimo a quello programmato.

E alla fine il gran giorno è arrivato. Dopo essermi riambientato in città, dopo l'incontro con i nostri amici berlinesi, dopo le passeggiate con Alessandra e i bambini, dopo la visita alla Fiera pre Maratona, ha suonato finalmente la sveglia del mio telefonino, alle 4.30 di domenica mattina.

Squadra che vince non si cambia: ho rifatto la stessa identica colazione pre-Maratona di Roma, che avevo già descritto nel mio resoconto di allora, mi sono preparato una bottiglietta con caffè allungato e zuccherato, me la sono dimenticata a casa (!!!) e sono uscito, verso le 5.50, per prendere l'autobus e poi il trenino (alloggiavamo a Spandau, quartiere ad ovest di Berlino).

A parte la dimenticanza del caffè, che poi ho ricomprato alla stazione di arrivo del treno, tutto il resto è filato liscio: avevo attentamente studiato la mappa della zona di partenza perciò sapevo esattamente dove cambiarmi, dove lasciare la borsa, dove trovare i bagni e dove entrare nella mia griglia di partenza.

Ero nella mia griglia già prima delle 8 (la partenza programmata per le 9) e non c'era ancora la folla che si sarebbe radunata di lì a poco. Un po' di freddino, ma una splendida atmosfera. Alle 8.30 una decina di belle ragazze appaiono su un palco rialzato in mezzo al vialone e parte la musica. Centinaia di persone eseguono in contemporanea gli esercizi ginnici delle "cubiste".

La folla diventa sempre più numerosa, sono in prima fila nella mia griglia. Lo speaker annuncia che verranno eseguite tre partenze distinte: prima le griglie A-B-C-D-E, poi le griglie F-G (io sono nella G) e infine l'ultima griglia, la H. Metodo molto intelligente per smaltire il lunghissimo serpentone dei 40.000 partecipanti.

Alle 9.00 parte Gebre (farà il nuovo record del mondo) insieme ai top runner e a un folto numero di maratoneti non più alle prime armi.

Alle 9.10 il via per il mio blocco. Tanti palloncini già alti nel cielo sereno di una splendida giornata autunnale. All'inizio si cammina, ma dopo meno di 3 minuti giungo sotto l'arco di partenza, superato il quale riesco ad impostare subito il mio ritmo gara: siamo tantissimi ma il viale è immenso, in mezzo alle fronde del Tiergarten, e sembra trascinare i podisti come un fiume in piena verso l'angelo della Vittoria. Questo angelo dorato, così familiare per me, non mi suscita più quell'emozione intensa della prima volta, quando, sotto un cielo plumbeo mi sembrò di udire il suono di mille violini nelle orecchie, ma oggi mi trasmette il calore di un vecchio amico che mi indica la strada.

Le gambe girano bene, mi sento in forma, tengo costantemente d'occhio il Garmin, imposto un ritmo di 5.15 al km e cerco di mantenerlo più uniformemente possibile.

I km passano molto velocemente, sono continuamente circondato da un fiume di podisti, il pubblico è tantissimo e molto caloroso, i bambini tendono la mano per "dare il cinque" ai maratoneti, molti spettatori hanno in mano un rumoroso ventaglio, ci sono persone che suonano pentole, che urlano, cantano, fanno rumore. In alcuni punti c'è una vera e propria folla di spettatori. Passiamo continuamente a fianco di bande musicali organizzate con palchi, batterie, chitarre elettriche, c'è molto jazz, molto buon rock, c'è un signore con l'organetto, ci sono cover band che suonano Pink Floyd, Jimi Hendrix, ci sono i musicisti delle ande, c'è un cantante latino-americano, i tamburi tribali, la musica techno "a palla", è un'immensa festa di pubblico sorridente.

Mantengo un ritmo costante ma, grazie al Garmin che mi tiene aggiornato sulla distanza percorsa, osservo lo stesso problema della mia precedente maratona: per quanto si cerchi di impostare una buona traiettoria è inevitabile, in una gara così lunga e così "trafficata", accumulare costantemente metri in più rispetto alla misurazione ufficiale. Dalla mia esperienza, confrontata anche con altri podisti dotati di GPS, ho verificato che in una maratona si può prendere quasi un km, cioè, alla fine della gara si noterà di aver percorso circa 43 km, anziché 42,195, tanti minuti persi tra zigzag, deviazioni per i ristori, sorpassi e traiettorie sbagliate. Al mio passaggio alla mezza maratona, infatti, ho già accumulato quasi 500 metri in più, perciò il mio ritmo costante di 5.15 al km, sulla distanza ufficiale diventa 5.18 al km.

A parte questa considerazione, che mi riservo comunque di approfondire meglio (anche il Garmin potrebbe fornire dei dati imprecisi) la gara procede bene. Prendo i miei gel ai km prestabiliti, bevo sempre un po' a tutti i ristori e arrivo al 35° km con la sensazione di poter continuare senza problemi, anzi, quasi mi viene voglia di accelerare.

Ma non mi lascio prendere dall'entusiasmo e faccio bene, infatti dopo solo 2 km, verso il 37°, la mia sensazione si capovolge, le gambe cominciano ad appesantirsi e sento che sarà difficile mantenere lo stesso ritmo per altri 5 km. Infatti inizio a perdere qualche secondo, ma tengo duro, ormai è quasi fatta!

Un paio di piccoli incidenti mi fanno rallentare ulteriormente: il serpentone di podisti, quasi tutti stanchi, molti decisamente al rallentatore, è sensibilmente più scomposto di prima, io vorrei correre in linea retta a velocità costante e ogni piccola deviazione o rallentamento mi pesa molto: gli ultimi due ristori sono quelli che mi fanno perdere più tempo, per prendere un bicchiere d'acqua e rimettermi in carreggiata sono costretto a spintonarmi con i vicini e, entrambe le volte, appena riprendo la mia posizione "di crociera" vengo colpito da un crampo alla pianta del piede sinistro, che mi costringe quasi a fermarmi e a riprendere gradualmente velocità.

Al 39° km l'emozione improvvisa della vista dei miei supporters: Alessandra mi incita a gran voce, vedo i miei bimbi e il nostro amico Ralph: lancio loro tanti baci e vado avanti con una motivazione in più per arrivare fino in fondo.

Verso il 40° km, costretto ad un rallenatamento imprevisto, sento per la prima volta il morso improvviso di un crampo alla coscia, ma riesco in qualche modo a scacciarlo e riprendo il cammino. Dopo un po' ci si mette anche un breve tracciato di sampietrini, l'unico tratto "scomodo" di tutta la gara, a sottolineare la stanchezza delle mie gambe.

L'ultimo km non finisce mai, ma ormai non ci faccio più caso: la folla è così tanta che mi sospinge sulle ali dell'entusiasmo fino alla Porta di Brandeburgo, imponente e suggestiva.

Dopo il passaggio sotto la porta mancano ancora alcuni metri, ma la fatica scompare: due spalti colmi di una folla entusiasta con le braccia rivolte al cielo saturano il mio spazio emotivo al ritmo trascinante di un techno-mantra: "put your hands up in the air, put your hands up in the air, put your hands up in the air, put your hands up in the air...". Da brividi.

Sono arrivato, sotto i raggi di un tiepido sole, in 3 ore, 46 minuti e 35 secondi. La seconda metà della gara è stata più lenta di 2 minuti e mezzo, persi quasi tutti negli ultimi km, ma il tempo complessivo è di 15 minuti in meno rispetto alla Maratona di Roma...

...e sto pensando già alla prossima...


Gara: Maratona di Berlino (28/09/2008)

SCHEDA GARA



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