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Week End nel Chianti Shire
di Ettore Golvelli, 22/10/2013

Chapeau. Giù il cappello ragazzi perché oggi ci troviamo in una delle regioni più belle d'Italia: la Toscana.

E precisamente sulle colline del Chianti, piccola catena montuosa a cavallo fra Firenze, Siena ed Arezzo, che offre, oltre a cultura e storia, panorami incredibili da mozzare il fiato.

Ed è qui che il podismo solidale dei soliti pochi inossidabili atleti si è trasferito per partecipare all'Ecomaratona del Chianti, per assaporare, in una tipica giornata autunnale, la dolcezza di questi luoghi attraversando vigne, campi coltivati, lunghe file di cipressi ma soprattutto gustare il sapore genuino nelle strade dei borghi della zona.

Ci troviamo nel territorio della Berardenga ed esattamente a Castelnuovo della Berardenga, piccolo centro medioevale dove ancora adesso sono conservate splendide opere realizzate in quel periodo di tempo.

Troviamo infatti lo splendido vicolo dell'Arco, caratterizzato da ripide scale in pietra e sormontato da un arco timpanato con un bellissimo rilievo;
la splendida chiesa di S.Giusto e S.Clemente, in stile neoclassico, e quello della Madonna del Patrocinio, che conserva una venerata Madonna  in terracotta invetriata. Ma Castelnuovo ha ancora tante cose altrettanto belle. Qui si possono degustare i vini in molte enoteche e assaporare l'arte norcina del Chianti che produce salumi dal sapore indimenticabile. E i formaggi...Esiste anche un ottima macelleria famosa per l'ottima bistecca fiorentina che viene tagliata decantando la Divina Commedia.
Qui potrete anche perdervi dolcemente passeggiando tra le splendide viuzze del centro ammirando le arti contadine del paese e, nel contempo, sorteggiare un bicchiere di ottimo vino e tenendo un buon panino nell'altra mano.  

Ma veniamo alla corsa.
L'anteprima della partenza è piacevole anche perché accompagnata dalle battute di un allegro Gelindo Bordin in veste promozionale di prodotti sportivi.

Si parte da Piazza Marconi e si percorre un lungo viale che ci porta verso la superstrada per Siena. Dopo aver superato il colle Casale si arriva a Casalino dove ci aspetta il primo spettacolare  panorama dell'Ecomaratona del Chianti.

Siamo nelle Crete Senesi, un lembo di Toscana diviso tra sei comuni (Asciano, Buonconvento, Monteroni, Rapolano, S. Giovanni d'Asso e Trequanda) tutti in provincia di Siena. Creta in Toscana è sinonimo di argilla, quell'argilla che due milioni di anni fa era in fondo al mare che una volta si estendeva da S. Giminiano fino ad Orvieto. E infatti l'attuale  composizione del terreno  è data proprio dalla sedimentazione dei composti di questo mare...ricchissimo di conchiglie fossili.
E oggi, che il mare non c'è più, dal processo di dilavamento  del suolo si sono generati sia i "Calanchi" che le "Biancane". I Calanchi si sono sviluppati verticalmente e a volte anche come un ventaglio completamente aperto. In effetti sono solo delle profondi cicatrici franose prodotte dall'azione di dilavamento delle acque pluviali. Le Biancane sono invece delle depressioni a forma di cupoletta alte 10-15 metri, senza alberi ma coperte di vegetazione. Calanchi e Biancane convivono entrambe nello stesso splendido ambiente.

Per me che corro attraverso le Crete è come fare un viaggio nella propria anima; "navigare" tra queste onde di terra fa provare la sensazione di trovare dei luoghi che "parlano" con il respiro del vento e con la magia di luci imprevedibili che solo nel Chianti l'autunno può dare, con tutti quei colori che normalmente sono presenti in questi posti.

Qui dove le vigne incedono verso un ruggine che si mescola con il colore stesso della terra, dove il verde argentato degli ulivi si staglia contro il grigio delle colline e mentre i Calanchi assumono connotazioni quasi traslucide, i boschi circostanti sono un esplosione di verdi, di rossi, di marroni cupi...insomma un vero spettacolo della natura.

Si continua a correre. Inizia  una strada di campo costeggiando uno splendido terrazzamento di vigneti. Sono i vigneti della tenuta Ghigi Saracini. La villa è veramente bella. Costruita nell'Ottocento  è circondata da uno splendido giardino all'italiana e da un parco all'inglese. La villa fu voluta dal conte Guido Saraceni, grande cultore della musica e fondatore  dell'Accademia  Musicale Chigiana di Siena.

Si continua a correre. Dopo una breve salita si arriva al borgo della Gustricona e dopo una discesa si giunge nel podere della Nebbina dove incontriamo coltivazioni di vigne e ulivi che sono tipiche del Chianti. Qui dov'è la natura disegna i suoi pendii  e le sue valli sospese nel tempo, la sapienza e la straordinaria volontà dei contadini toscani hanno letteralmente plasmato la terra perfezionando la natura e fondendola con dolci declivi di vigneti e colline uniche e armoniose.

Non vi è dubbio che il prodotto più famoso del Chianti è il "nettare degli Dei", ma qui il vino Chianti viene ancora prodotto seguendo tradizioni  e maestria dei tempi lontani dove l'uomo, in perfetta armonia con la natura, coltivava le colline e seminava la terra pazientemente, con l'unico scopo di ottenere  i suoi frutti e i raccolti migliori.

Si continua a correre. Si sale e improvvisamente ci ritroviamo all'inizio di una scalinata lunga duecento metri, da fare tutta. Qui sorge su di un terrapieno rialzato sulla sommità di una collina  che domina l'intera vallata circostante, la Fortezza di Montegiachi. E finalmente un bel ristoro organizzato dagli amici del Gruppo Podistico Bellavista. Visto da questa altura, e le alture certo non mancano, l'argento degli ulivi, la verde geometria delle viti, le strade sottolineate dai cipressi, le gialle ginestre ai limiti dei boschi, formano quadri tanto suggestivi  e armonici da far supporre uno o una sola ispiratrice.

Si continua a correre. Si scende e si passa per l'interno dell'Azienda La Lama, il frantoio di Montecucco, il mulino di Sesta, Villa Sesta,  e poi pian piano si sale  per Borgo Campi, il punto più alto  del percorso (630 metri) e qui si può ammirare uno splendido panorama dove spicca in modo particolare  il piccolo mondo dei borghi del Chianti. Essi sono i custodi  della storia  di questo territorio e racchiudono entro le loro antiche mura  i laboratori di un tempo: le botteghe dei sarti che si affacciano  sulla strada,  le cantine basse scure e profonde piene di sugheri, carta, fiaschi; le genuine norcerie con l'antica arte dell'insaccatura artigianale con agli e spezie al posto di conservanti.Tutti inestimabili tesori dell'antica tradizione.

Qui interi secoli di lavoro a mano raccontano la storia  di questo territorio di antiche origini dove  sopravvivono le botteghe artigiane, dove si lavora ancora secondo tradizione ferro battuto, marmo, legno, vetro soffiato, creta, travertino.

Si continua a correre. Dopo un paio di chilometri si entra nella tenuta di Arceno e poi si passa per Casale Casanova, Casale Palazzaccio, casale Pancale, tutti bei casali per la maggior parte ristrutturati ed adibiti  a residenza privata ma un tempo erano le abitazioni dei contadini e fattori che lavoravano  presso Arceno. In questi casali è ancora possibile trovare tracce del passato che ricordano la vita famigliare condotta e la comunità che viveva nei tempi passati. Qui e possibile ritrovare il forno ove si cuoceva il pane, le piante che ancora adesso sono ricordate da vecchi residenti  per la bontà dei suoi frutti. Questi alberi vivono ancora e crescono in serena tranquillità  tra i vigneti, ricordando a tutti i passanti la storia della tenuta. Una storia che risale agli Etruschi e delle sue radici, fino agli ultimi proprietari. E la gente che ci abita e lavora oggi rappresenta  l'ultimo anello di una serie che ci riconnette ad antiche tradizioni che vanno ricordate ma soprattutto rispettate.

Si continua a correre. Dopo aver costeggiato questi meravigliosi casali finalmente raggiungiamo la strada che ci condurrà fino al meraviglioso Borgo di S.Gusmé. È un borgo molto panoramico e dal suo colle che domina la vallata circostante si riconosce facilmente Siena, nel cui profilo inconfondibile si riconoscono la Torre del Mangia (alta 88 metri) e il Duomo. Entrambi sono della stessa altezza perché simboleggiano il raggiunto equilibrio tra il potere celeste  e quello terreno, senza che nessuno dei due superi e si imponga sull'altro. Della struttura originale di S.Gusmé rimangono oggi  parti delle possenti mura di fortificazione e le due porte d'ingresso. S.Gusmé è davvero piccolo ma estremamente grazioso e ben tenuto. Non ci sono musei o monumenti, pochissimi negozi. Ed è proprio questa la sua bellezza, un fascino di un paese di altri tempi, dove il tempo si è veramente fermato. All'ingresso del paese c'è una interessante statuetta di terracotta raffigurante un uomo intento ad espletare i suoi impellenti  fabbisogni quotidiani. Accanto alla statuetta una sapiente scritta che, sintetizzando al massimo, dice che l'uomo, normale o importante che sia, è uguale a tutti gli altri  nelle sue quotidiane funzioni.

La statuetta fu battezzata "Luca Cava" e la scritta è di Silvio Gigli, noto giornalista senese, cronista del palio di Siena, presentatore radiofonico, il più famoso speaker degli anni sessanta.

Si continua a correre. Si ritorna verso la tenuta di Arceno e si entra finalmente al mitico viale cipressato lungo un chilometro, una strada bianca costeggiata da spettacolari cipressi per un lungo rettilineo con la parte finale in salita. Per fortuna che alla fine della salita c'è un ottimo ristoro molto allegro che ci da l'idea di partecipare ad una festa. Si prosegue e si esce dalla tenuta di Arceno e dopo aver guadato il torrente Ombrone è smarcata l'ultima estenuante salita si arriva finalmente al traguardo di Castelnuovo.

E questo è il Chianti: castelli, borghi isolati e piccoli paesi, case coloniche, pievi, ville rinascimentali spesso seminascosti da boschi e valli, strade che inseguono l'allegra morfologia  di una terra molto riservata  e orgogliosa del suo sangue blu. Non ci sono icone come piazze o cattedrali che identificano questo territorio ma solo intimi angoli come quel cipresso, un vecchio podere, la curva di quella strada bianca.

Oppure sensazioni forti come il profumo di un formaggio sugli scaffali di un negozio, il rilassante calore delle acque termali, la mistica semplicità di una piccola pieve romanica. Questi posti sono il trionfo dell'essenzialità e dell'armonia, un armonia che ti entra dentro ed ha il potere di riequilibrare le energie. Dove emozioni  e sensazioni si trasformano e si dilatano nella calura dello spazio.

In passato questo splendido territorio  e' stato un continuo campo di battaglia e scaramucce  tra i litigiosi potenti del posto che si contendevano queste terre. Basta pensare alla battaglia di Montaperti, un posto vicinissimo a Castelnuovo, dove Guelfi e Ghibellini si affrontarono e lasciarono sul terreno  più di diecimila morti, abbandonandoli per tanto tempo alle fiere e alle bestie selvagge, senza sepoltura.

Oggi la battaglia è ricordata solo da un opinabile piramide a memoria dell'odio di parte per la politica di due fazioni eternamente nemiche.
Per fortuna quando i signori medioevali cessarono di guerreggiare, queste vallate sono state disboscate dai saggi contadini locali e rese adatte all'agricoltura: boschi di castagne e guerce, ma soprattutto campi di olivi e viti, tutte coltivazioni di qualità altamente specializzata che contribuiscono ancora oggi alla ricchezza di questo meraviglioso territorio che si chiama Chianti.

Ciao e buoni chilometri a tutti i podisti.


Gara: Ecomaratona del Chianti (Crit. Trail) (20/10/2013)

SCHEDA GARA



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