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Ore 8:54, temperatura esterna -12°C.
di Salvatore D'amore, 10/03/2010

Rinaldo Ceccotti (foto di Loretta Demofonti)

Rinaldo Ceccotti (foto di Loretta Demofonti)

Così ci accoglie, ad un'altezza di 1500 metri s.l.m., il tracciato che di lì a poco avrei percorso insieme a un manipolo di podisti colorati. L'abbandono dell'abitacolo tiepido e confortevole della macchina per andare a pagare e ritirare il pettorale è lento e misurato, credo che tra interno ed esterno dell’auto ci sia stata una differenza di più di 20°C.

Il clima è l'ideale per godere appieno del paesaggio: venerdì notte un'abbondante nevicata ha ammantato prati e monti, ricoprendoli con un candido velo bianco e soffice, mentre il bel tempo di sabato ha consentito l’agibilità delle strade circostanti.

Il sole di domenica è stata la pennellata d’autore che ha suggellato lo scenario; la parte difficile è cominciata alle 10:15 quando su quella neve si è dovuto, anzi si sarebbe dovuto, correre.

Prima della partenza qualche scambio di battute con l'inossidabile Rinaldo, la sua presenza trasmette sicurezza e tranquillità: insieme "proviamo" il percorso, qualche decina di metri è sufficiente per capire che sarà molto tosta.

Guardando l'altimetria del percorso nei giorni precedenti mi ero persuaso che, in fondo, non sarebbe stata così dura (confrontando anche il grafico del TiburEcoTrail …): niente di più sbagliato, pivellino! Ti dimentichi che se muovere passi nella neve non è così semplice, figurati correre!

A causa della fatica nel tratto iniziale ho anche pensato al ritiro, poi dopo il ristoro (in cui ho apprezzato molto il the caldo, chissà cosa sarebbe successo se ci avessero offerto acqua a temperatura ambiente!) ho cercato di rilassarmi e trovare la mia andatura, un po' di passo e un po' di corsa lenta.

Ho così iniziato ad ammirare il paesaggio, mi sentivo una piccola formica arancione in mezzo a una bianca e morbida coperta di neve; i sassi che ogni tanto facevano capolino sul percorso mi costringevano continuamente a tornare alla realtà e ad abbassare lo sguardo, per evitare spiacevoli infortuni.

Tra il 7° e il 9° chilometro un vento freddo e pungente ha complicato la vita a noi podisti, ma oramai ci siamo: dopo un po' arriva l'agognato traguardo e la soddisfazione di aver terminato un percorso all'interno di uno scenario eccezionale.

Campo Imperatore saluta alle 12:18, tempertura esterna -2°C.


Salvatore D'Amore (foto di Loretta Demofonti)

Salvatore D'Amore (foto di Loretta Demofonti)

Gara: Winter Trail di Campo Imperatore (07/03/2010)

SCHEDA GARA



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