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La mia seconda Maratona
di Alessia Calcagnile, 16/04/2018

Se è vero che la prima Maratona non si scorda mai, ora posso dirlo anche della seconda. Sono passati 3 anni dal mio esordio sulla distanza di 42.195 metri, avevo deciso di non cimentarmi più in queste imprese, ma dopo due anni vissuti da Supporter mi sono fatta coinvolgere, ho pensato che potevo riprovarci e imparare dalle difficoltà della precedente esperienza per concluderla meglio della prima.
Il mio approccio alla preparazione è stato di non strafare, pochi allenamenti e corti in settimana secondo la filosofia di Forrest e i lunghi nel fine settimana, nel frattempo senza mollare il mio primo sport: il nuoto.
E cosi sono passati i primi due mesi, tra piscina, ripetute in pista e lunghi sulla ciclabile.

Dalle piscine di Ostia e Viterbo passando per le mezze di Napoli e Lecce è arrivato velocemente Marzo e le vere prove impegnative: il primo lungo da 30 km corso per le vie di Roma con Germana come pacer senza difficoltà. Come secondo lungo ho scelto la Strasimeno, 34 km intorno al lago con un clima inclemente, pioggia e freddo, un percorso impegnativo durante il quale più volte ho pensato che non avrei mai più corso in vita mia.
Dopo la pausa pasquale arriviamo al grande giorno. Mi sento emozionata come se fosse la prima, condivido le stesse emozioni pre-gara con chi non l’ha mai fatta, tutti i dubbi sull’abbigliamento, calzino lungo o corto, manica corta o canotta? Per chi non corre sono dettagli insignificanti, ma possono cambiare l’esito della gara, così come l’alimentazione e l’idratazione pre e durante la gara.
Domenica mattina splende il sole su Roma, è previsto caldissimo verso mezzogiorno, ancora il mio fisico non si è abituato al caldo, fino a un paio di settimane fa correvo con la termica e i guanti. L’ingresso all’area maratoneti è da via San Gregorio, si percorre la salita del Colosseo fino ad incontrare i primi camion. Ho già vissuto questo momento e sento le stesse emozioni, le gambe che tremano e un nodo alla gola che quasi non mi rendo conto dello sparo… Dalle retrovie io e Claudio ci avviamo alla partenza, abbiamo deciso di partire insieme, ma fare ognuno il suo percorso senza condizionarci.

I primi due chilometri sono una festa, piazza Venezia e Circo Massimo. Lì ci aspettano i nostri tifosi Orange capitanati da una scatenata Laudazi, l’emozione è incredibile e il cuore batte troppo forte. I successivi Km sono i miei preferiti, Ostiense-San Paolo-Garbatella e Marconi, sono i quartieri in cui vivo, corro per le strade che mi sono più familiari, percorse tante tante volte in allenamento. Subito dopo Ponte Marconi incontriamo Gianluca Cocciarelli, che si è offerto di accompagnarmi per “qualche kilometro”. E’ un vero pacer, mi tiene il passo, mi passa acqua e spugne all’occorrenza, l’andatura è perfetta i battiti stanno bene. Riesco a correre e parlare senza troppo affanno, mi sto godendo la giornata. Alla bocca della verità ritroviamo un grande gruppo di tifosi orange. Al nostro terzetto si aggiungono Chiaretta e Maria Paola, raccogliamo per strada anche Max Trebeschi che vaga dopo aver concluso la stracittadina. Lui dice che non correrà mai una maratona, ma io sono scettica. Prima o poi ci cascano tutti nella trappola.

Tra chiacchiere e selfie arriviamo al giro di boa, 21 km, mezza maratona in 2 ore 12 minuti, andatura perfetta ma si inizia a sentire la fatica sulle gambe. I nostri supporter ci salutano, li ritroveremo più avanti. Mi riaffiorano alla mente gli spettri di tre anni fa. Subito dopo ponte duca d’aosta mi ero fermata per andare in bagno e credo che la testa vinca su tutto, appena svoltato il ponte “decido” che devo per forza andare in bagno. Vedo la fila e decido di proseguire fino al successivo ristoro. Arrivo allo spugnaggio ma lì proprio non ce la faccio più e mi fermo. Perdo tre minuti per fare la fila, questa è una pecca dell’organizzazione. Tante raccomandazioni per utilizzare i bagni e non “sporcare” la città, ma i bagni non erano sufficienti né alla partenza né lungo il percorso. Claudio mi aspetta, comincia ad avere i primi dolori, è già tanto che non li abbia avuti fin qui. Da questo momento facciamo un po’ ad elastico. Ogni tanto lui si ferma io lo raggiungo e poi ripartiamo. Al ristoro del 30esimo km mi fermo a bere per recuperare. Ci sorpassa Chiara Zarlenga, bravissima lei non molla, ci saluta e prosegue per la sua strada. Mi dico che il peggio è passato, sento che ormai manca poco. Corro piano ma corro, arrivo al tunnel del 35esimo e riprendo Claudio che era andato un po’ avanti. Anche qui la sete mi fa fermare per recuperare. Un caldo così non me lo aspettavo.

Piano piano ricomincio a corricchiare, mi conforta sapere che sta per iniziare la parte più bella, tra poco si aprirà la vista su piazza Navona. Mi commuovo già ad immaginarmela, entrarci è una grande festa, poi subito dopo in Largo Argentina ritroviamo il Laudazi group, Chiara e Gianluca ci aspettavano preoccupati. Ci riprendono al volo e ci riaccompagnano su via del Corso. Superiamo tanti atleti ormai stremati, invitiamo gli orange che incontriamo ad unirsi a noi. Ormai è fatta, sono gli ultimi sforzi. Giriamo intorno a Piazza del Popolo, diretti verso piazza di Spagna dove ci aspetta il 40esimo km. E’ il momento più duro: davanti a noi il tunnel, l’ultimo scoglio e poi è discesa. Gianluca mi incita a non mollare, mi continuo a chiedere perché faccio queste “mattità”, perché la domenica mattina non resto a casa a dormire come tutte le persone “normali”. Siamo fuori dal tunnel, solo la discesa davanti a noi. Non ne ho più, manca 1 km e sto correndo con il cuore, svoltato l’angolo di piazza Venezia vedo l’arrivo e il Colosseo.
Prendo la mano di Claudio e attraversiamo insieme il tanto sognato traguardo in 4 ore e 50 minuti. Una conquista per entrambi, fatta di sacrifici e tanta volontà. Ci siamo riusciti entrambi e abbiamo concluso insieme, facendoci coraggio nei momenti difficili.

“Roma è MIA” continuo a urlare e gioire. Questa volta niente lacrime. Solo tanta gioia. Per avercela fatta di nuovo, per aver sfidato un ostacolo che pensavo non avrei più affrontato. Per averlo fatto con la mia testa, con il mio cuore e circondata da persone che mi hanno incoraggiata.
Forse ci penserò un po’ prima di ripetere una maratona, ma il mio consiglio a tutti i runner è: provateci almeno una volta nella vita.


Gara: Maratona di Roma [TOP-GOLD] (08/04/2018)

SCHEDA GARA



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