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Una sfida con la natura
di Alessandro Todde, 05/07/2016

MTMS …
… per molti è una sigla che non trova riscontro …
… per molti è una gara di avvicinamento al mondo delle ULTRA …
… per alcuni è una vera e propria sfida con la natura …

Oggi ho scelto di affrontare il MTMS (Medium Trail dei Monti Simbruini) con lo spirito di chi vuole misurarsi su un terreno già familiare, ma su una distanza impegnativa che pone tanti dubbi ed interrogativi senza risposta immediata, essere in grado di riproporre su un terreno naturale quanto di buono si è realizzato in questi anni su strada.
Dopo un’iscrizione effettuata quasi d’impeto sul suggerimento di Ombretta, negli ultimi giorni mi è saltato in mente di andare a controllare la classifica dell’anno scorso, alla ricerca di un riferimento valido per poter dare il via alla mia nuova sfida.
Galeotta è stata l’esperienza con la 50 km di Spoleto di quattro settimane fa, ove avevo ricevuto una grandiosa conferma del mio stato di forma e dell’adattamento a questo tipo di gare in mezzo alla natura, ma che nonostante tutto non era riuscita a sciogliere i dubbi (legati al correre su un terreno per metà incisivo e per l’altra metà più dolce e favorevole) serviva quindi una prova più dura.
Poi in un tardo pomeriggio caldo ed assolato, cercando di riprenderci dalle fatiche della Corriroma, Paolo mi dice: “ancora non sono riuscito a recuperare del tutto la gara” ponendo seri dubbi sulla sua partecipazione al MTMS, per fortuna i suoi dubbi si sono sciolti come neve al sole, facendo rimanere comunque la sua decisione di correre questo Trail in modalità soft.

Così è trascorsa questa settimana, tra corse rigeneranti e variazioni impegnative sempre assieme, condite con allenamenti impegnativi in MTB a Monte Mario e sedute via via più intense in piscina, del resto il mese di Luglio bussa impertinente e XTerra si avvicina senza aspettare, domenica sarà una prova del nove ad Hoc.
Ed ecco che arriva questa domenica mattina, sveglia all’alba molto in anticipo, preparazione della borsa e poi scendo sotto casa, dove la formazione Pizza-Birra e Criterium si è trasformata (perdendo qualche componente per strada) in: “alla scoperta dell’ignoto Trail”, sulla tecnicissima auto attrezzata di guscio porta borse di un grande Domenico Bovi.
Ancora sonnecchianti ci dirigiamo alla volta di Livata, fuggendo così dall’atmosfera già calda di una Roma dormiente, oggi portiamo con noi un ragazzo, anche lui affascinato dal mondo del Trail e con la necessità di ricevere un passaggio fino al campo gara.
Giunti a destinazione iniziamo già a respirare l’atmosfera della gara, incontriamo i nostri mitici compagni Pevizomati: Tony Marino, Fabrizio de Angelis, Maria Bianchetti, Valter Santoni con la compagna Tiziana, Domenico Nuzzi e Cristina Maurici, Germana Bartolucci che assieme a Alberto Sburlino, Roberta Ricci, Marco Novelli e Daniela Nami sono qui già da ieri per assistere alla Partenza del GTMS (Gran Trail Monti Simbruini) ove partecipano i nostri Simone Pietro Nascimben e Enrico Zuccarino.
Ritirato il pettorale e salutato tutti ci andiamo a cambiare e inforcare l’attrezzatura da battaglia, io sciolgo gli ultimi dubbi sulle scarpe da usare grazie anche al confronto con Mimmì (al secolo Domenico Nuzzi) e decido di indossare le mie collaudatissime Ultra Trail North Face.

Neanche il tempo di arrivare alla gabbia di partenza e lo speaker annuncia l’arrivo del primo concorrente della GTMS nello stratosferico tempo di 10h59’, demolendo di quasi un’ora il record dell’anno scorso, un’onda di emozione mi investe e mi spinge a pensare a quanto sarebbe bello oggi riuscire a fare una prestazione degna di nota.
Finalmente inizia la nostra gara, primo tratto in piano e poi il tracciato che ci porta ad inoltrarci dentro al bosco, qui cerco di mantenere un buon ritmo in salita alternando la corsa ad una camminata in salita veloce, quasi subito vengo superato da un concorrente della nostra squadra (solo dopo scoprirò che ha di recente fatto il Passatore!!!) non mi faccio trascinare ed aspetto il mio momento in discesa.
Dopo qualche km di saliscendi ecco che inizia decisa la discesa dentro il bosco dentro un canale naturale, in questo momento decido di rompere gli indugi e far girare le gambe, i dati del gps (sistemato per l’occasione con tanto di tracciato) sono confortanti e riesco a stabilizzare un ritmo inferiore ai 4’30”.
Dopo poco la discesa lascia lo spazio ad un falso piano, gli appoggi si aggiustano e in breve inizio ad avvicinarmi alle velocità a cui sono abituato sull'asfalto, da dietro una voce grida: “oh ma quanto andate in discesa!” io resto concentrato sul tracciato e in breve riesco a recuperare due concorrenti.
Finalmente uscendo dal bosco arriviamo al primo ristoro, qui cosciente della lunga mattinata che ci attende decido di prenderla con calma, bere e mangiare il più possibile, mentre gli altri concorrenti si affrettano io dimostro una calma quasi surreale, poi dopo aver finito di bere riparto.
Adesso si corre su una grande spianata sotto il sole e chi prima si era affrettato ad andarsene viene inesorabilmente risucchiato dal mio passo costante e veloce, poi si ricomincia a salire ma questa volta senza la copertura degli alberi, l’alternanza di salite e pianure mi permette di recuperare molte posizioni.
I km passano e riesco a gestire la mia andatura come non avrei creduto i giorni precedenti, la mia fortuna è quella di potermi confrontare con un terreno sconnesso e variegato, che esalta il mio adattamento a condizioni mutevoli, il passo è buono e la stanchezza ancora non si fa sentire, dopo aver corso per 20 min abbondanti da solo arrivo al secondo ristoro (questa volta a 7 km di distanza dal precedente) mi rifocillo, bevo e riparto.
Un tratto di asfalto disturba un po’ il mio avanzare, così decido di camminare e attendere l’ingresso al bosco davanti a me sulla destra, qui la salita si fa più tosta e ricompatta la mia posizione con quella dei due concorrenti che mi sono lasciato alle spalle in precedenza.

Ben presto il bosco si apre e lascia spazio alla roccia esposta, inizia la fatidica salita del Monte Autore! Oramai siamo al km 22 e decido di non forzare troppo il passo, tale strategia mi permette di scollinare con le gambe affaticate ma ancora funzionanti, dopo un breve tratto di saliscendi arriviamo al penultimo ristoro, qui un concorrente arrembante mi sorpassa, mi guarda (come per controllare la mia categoria) e se ne va via senza effettuare il ristoro.
Io con la solita calma pleonastica mangio e bevo e poi riparto, da qui in poi inizia un po’ di sofferenza alle gambe ma cerco di tenere duro, i continui cambi di pendenza e di tracciato tra bosco e strapiombo (vista unica sul confine tra Lazio ed Abruzzo) richiedono tanta concentrazione, poi per fortuna questa tortura finisce e arriviamo di buon passo all’altezza del piazzale degli impianti di risalita del Monte Livata, qui mi faccio guidare da tutti quelli che hanno scelto questo posto per un bel pic-nic.
Finalmente arriva l’ultimo ristoro (oggi organizzazione impeccabile, massima assistenza) mi danno indicazioni su quanto manca alla fine, circa 2,5 km di cui 1,5 in discesa, le gambe sono sempre più affaticate ma io non sono disposto a mollare, solo nell’ultima ed impervia discesa (sulla pista nera) lascio il passo ad un concorrente.
Appena il terreno tende a spianare cerco di nuovo il mio ritmo, cerco di far girare le gambe, per fortuna la sensazione di crampi che mi stava accompagnando sul tratto più pendente svanisce e lascia le gambe libere di distendersi, da lontano vedo il campo di arrivo e ci do dentro, attraverso la strada e mi butto lungo la scarpata.
Oramai il gonfiabile è vicino e poco prima di arrivare do il cinque a Massimiliano Rossini (che oggi si è cimentato nella prova Fast di 16 km) poi finalmente mi involo a tagliare il traguardo, finalmente è finita anche questa dura gara, dopo essermi abbondantemente rifocillato e aver chiacchierato con Roberta inizio ad aspettare anche gli altri.
Uno ad uno arrivano ma io aspetto con trepidazione Paolo, Ombretta e Domenico, nel frattempo arriva il mio turno per essere massaggiato, arriva Andrea Zuffi che mi dice: “Cavolo Ale sei arrivato terzo di Categoria!” io rimango esterrefatto e contento, sapevo di averci dato dentro, ma non mi immaginavo di aver centrato questo tipo di obiettivo.

Alla fine un bel 3h17’18” 15° assoluto e terzo di categoria, adesso è il momento di festeggiare l’arrivo di tutti, compreso quello di Simone Pietro che taglia il traguardo zoppicando (un piede lo ha torturato per tutte le 15 ore di gara! Eroe!).
Si chiude così il sipario su una gara bella dura e dall’esito inaspettato, brindando con Federico Testa ed altri ragazzi della Podistica a questa bella prestazione.


Gara: Medium Trail dei Monti Simbruini (03/07/2016)

SCHEDA GARA



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