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Meglio prudenti che scaramantici
di Aleksandra Kozak, 02/04/2010

La Maratona di Roma è sempre una gioia. Vuoi per la data in cui viene corsa (sempre in periodo primaverile), vuoi perché tutta la gente che si raduna per amore dello sport e per la gioia di condividere un momento di bellezza nella città, ma i 42 chilometri romani sono stati sempre un’occasione indimenticabile (anche per gli automobilisti, ma questo è un altro discorso).

Quando però accadono fatti come quelli dell’ultima edizione, anche questa gioia pura e spontanea si appanna e non poco. Come certamente sapete durante la corsa un maratoneta cinquantenne ha avuto un arresto cardiocircolatorio e si è dovuto “arrendere” e lasciare la corsa della vita. Non ce l’ha fatta: i suoi compagni l’hanno soccorso ma per lui non c’è stato nulla da fare.

E’ vero, fatti così addolorano, ma possono anche regalare qualcosa di utile, farci riflettere, andare avanti e non inutilmente. Il nostro amico è stato identificato grazie ai dati dietro il pettorale. Se non avesse avuto quei dati, identificarlo e rintracciare i parenti sarebbe stato difficilissimo.

Per questo sarebbe utile, per ciascuno di noi e anche in gare minori, avere dietro il pettorale i riferimenti essenziali per qualsiasi momento di emergenza. La nostra natura “mediterranea” ci spinge a non farlo: scaramanzia, paura, esorcismo contro qualcosa di cui abbiamo terrore.

Sbagliato: non è così che allontaniamo il destino. Anzi: solo con un gesto “intelligente” possiamo aiutare noi stessi. E ricordare chi ci ha lasciato questo insegnamento.




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