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La Poesia e la Corsa
di Antonio Passeri, 03/05/2013

Ci sono attimi che ci restano dentro e si vivono e rivivono mille volte. Ci sono parole che possono aiutarci non solo a rivivere, ma anche a condividere attimi ed emozioni profondissime. È il potere della poesia più pura, difficilissima da raggiungere, ma capace di unire e moltiplicare i sentimenti oltre i limiti umani, quando riesce a prendere forma.

La corsa, da soli o in compagnia, in gara o in allenamento, magari in simbiosi con la natura, può dare spesso emozioni che restano e ritornano dentro di noi, ma che è sempre difficile comunicare appieno.

La poesia, forse, è l'unico linguaggio che può colmare questa distanza. Da innamorato del linguaggio poetico ho cercato nella letteratura che conosco dei versi che possano esprimere meglio certe emozioni "da podista", ma non ho ancora trovato qualcosa di veramente adatto.

Così, sentendo ancora forte il senso di pienezza provato durante l'ultima Roma-Ostia, ho provato io stesso a fare un "esercizio di stile" (è troppo pretendere di fare vera poesia, quella è roba per poeti veri) con il linguaggio che più mi si addice. Condivido con la famiglia orange questo piccolo testo (cosa che non faccio mai con nessuno...), nella speranza non solo di trasmettervi con più profondità un momento bello, ma anche di "stanare" quelli tra voi che amano come me la poesia e magari hanno qualche verso (proprio o di altri) da proporre e condividere.

Roma-Ostia 2013
 
Volavo come un passero nel vento
librando scarne piume alla carezza
di un sole inaspettato.
 
Planavo.
 
Leggero mi spingeva verso il mare
quell’aria che gonfiava i miei polmoni
di sogni senza peso,
senza affanno.
 
E se il richiamo della terra, poco a poco,
mi urlava nelle gambe la sua legge
inesorabile,
più nulla scalfirà quest’abbandono
al flusso delicato della vita
che affiora tra la pioggia ed il sereno.
 
Dopo un inverno intero di torpore,
io oggi sono vento
e spazio dal cielo aperto
all’erba fresca spuntata questa notte.




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