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Sto continuando ad allenarmi per la maratona.
di Attilio Di Donato, 04/01/2011

La sera vado a dormire in tuta da ginnastica e metto la brandina accanto al termosifone così non perdo tempo la mattina ad eseguire il riscaldamento.

Il problema è uno solo: l’edicolante sotto casa. La sua è una storia strana.
Si chiama Asporto e prima gestiva una pizzeria, si chiamava “pizzeria da Asporto” ma poi è fallito perché la gente pensava che le pizze le facesse “a portar via”, come dicono a Roma.

Invece erano in pochi quelli che erano a conoscenza di una sala interna dove ci si poteva sedere e gustare comodamente le sue margherite. La superficie del locale era ampia e lui era costretto a pagare la tassa sulla spazzatura in base allo spazio che aveva a disposizione. Ma tutti, leggendo l’insegna, si prendevano le pizze e se ne andavano a casa. Ma la tassa sulla spazzatura la doveva pagare su una superficie di 120 metri quadri e così è fallito.

La notizia del fallimento l’aveva appresa solo dai giornali. Da quel giorno si appassionò talmente alla lettura che decise di aprire un’ edicola. Appena gli arrivavano i quotidiani era lui il primo a sfogliarli, andando subito nella pagina degli annunci per vedere se c’era qualche pizzeria che stava per cambiare gestione così da poter ritornare a fare il pizzaiolo e intestando stavolta il locale alla moglie che guarda caso si chiama…….. non me lo ricordo, magari ve lo dico dopo.

Dopo che mi ha raccontato la sua storia siamo diventati amici e per questo non si lamenta piu’ quando all’alba, partendo a razzo, produco uno spostamento d’aria da far girare le pagine dei quotidiani lasciati per terra dal Corriere della Sera che arriva la mattina.

Ritornando a noi, la maggior parte delle volte vado a correre da solo ma da poco ho trovato un amico che di mestiere fa il raccoglitore di riso tipo Baldo, lui si chiama semplicemente Gianni ma io lo aiuto a raccogliere un altro tipo di riso chiamandolo in napoletano U-baldo. Alla fine dell’allenamento ci scambiamo il nostro riso: lui torna a casa più allegro e in cambio mi regala un chilo del suo prodotto.

Altre mattine vado a correre con mio nipote. Facciamo colazione insieme immergendo educatamente dei biscotti Gentilini nel latte che avevamo comprato l’ ultimo dell’ anno. Il giorno tre gennaio però, prima di partire per un’allenamento ci siamo accorti che lo stesso era diventato di un sapore strano, quasi acido, lo abbiamo bevuto lo stesso. Alla fine di una serie di ripetute, mentre le altre volte il dolore ai polpacci sopraggiungeva dopo una mezz’ora di corsa, stavolta il malessere è arrivato prima.

Ho telefonato al mio allenatore personale e mi ha detto che tutto ciò era dovuto al fatto che l’acido del latte della colazione era entrato subito nei muscoli e aveva causato l’inconveniente. Questi mi ha anche consigliato di prendere il the la mattina, accompagnato sempre da questi biscotti talmente gustosi che sono stati anche oggetto di una emissione filatelica.

In sintesi, queste sono pressappoco le mie mattinate agonistiche qui a Novara city dove io mi trovo in pianta stabile. Per quale motivo, non lo so, ma come canta Celentano, “c’è sempre un motivo”.

Dimenticavo: la moglie dell’ ex pizzaiolo (ora giornalaio) si chiama Eva, o almeno in pizzeria la chiamavano così. Adesso fa qualche ora di lavoro col marito in edicola e per arrotondare lavora in un bar. Inoltre ha la passione per la corsa tanto che nell’ ambiente podistico Novarese la chiamano Eva Express.

Ciao a tutti. Attilio.




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