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Cronaca della mia Pasqua con la Podistica.
di Attilio Di Donato, 29/04/2011

Liberato Fusco, Luciano Foglia Manzillo, Fabio Bortoloni

Liberato Fusco, Luciano Foglia Manzillo, Fabio Bortoloni

Ho trascorso una fantastica Pasqua con voi della Podistica e con il Presidente.

Sabato mattina siamo andati alle terme di Caracalla a fare ginnastica. Eravamo un bel gruppetto, ed io ho seguito rigorosamente le istruzioni impartite dal grande Pino Coach. Difatti, mentre gli altri facevano gli addominali, io cercavo quadrifogli in mezzo al prato. Quando è stato il tempo di fare le flessioni mi sono dedicato al birdwatching ad occhio nudo e quando si è trattato di fare stetchinghe mi son messo nella posizione in cui si mettono gli indiani e ho praticato un po’ di giramenti di pollici, prima in senso orario e poi in senso antiorario.

Le ripetute già le avevo fatte per conto mio prima che arrivasse Pino ma le ho dovute ripetere e mi è toccato fare le ripetute delle ripetute. Una fatica immane, ma ne è valsa la pena. Ho imparato a correre sulle mezzepunte in modo da non consumare troppo di tanto il retro delle scarpette, ho imparato a tenere la testa alta mentre eseguo gli scatti tenendo fermo la visiera del cappellino che causa il raggiungimento della velocità di 40 km l’ora era a rischio svolazzamento.

Il pomeriggio ci siamo riuniti per gli auguri di Pasqua. La prassi è questa, me l’hanno insegnato nell’altra società con cui correvo prima: il più lento nelle gare è quello che per primo dà gli auguri agli altri, e via di seguito. Poi arriva il Presidente, che di solito è quello più veloce di tutti. Al suo ingresso tutti applaudono e baciano a turno il Grande Capo.

Io non so perché, ma Pino, contrariamente agli altri, era in sede già dalle due di pomeriggio. Lui ha affermato che era per preparare i tavoli su cui appoggiare la roba da mangiare, ma secondo me si rende perfettamente conto di essere poco veloce tanto che appena arrivato ha dato gli auguri a quella lumaca che sosta permanentemente sotto il prato davanti via dello Scalo San Lorenzo 16.

A poco a poco sono arrivati gli altri. Baci, abbracci, magnà di qua, bevi di là, colombe che volavano da tutte le parti, uova di cioccolato che come sorpresa recavano un altro uovo di cioccolato, acqua frizzante di rubinetto e via, tutti a bagordare.

Finita la festa ognuno a casa sua tranne io che una famiglia non ce l’ho è la mia casa è piazza Grande.

Allora Pino mi ha invitato a casa sua. Ha insistito così tanto che alloggiassi da lui che se non ci fossimo messi d’accordo prima della mia partenza per Novara sarei rimasto a dormire sotto il ponte della tangenziale est. Mi ha convinto dicendomi che a casa sua alloggiavano altri due cani altrimenti non avrei certo accolto l’invito. Il più grande si chiama Oliver e il più piccolo Shery, poi sono arrivato io, che mi chiamo Attilio.

La mattinata di Pasqua l’abbiamo trascorsa su una strada di nome Pomata, dove si allenano i podisti tiburtini. E’ una strada che hanno asfaltato da poco e non sapevano come chiamarla. Un giorno il sindaco ha chiamato Pino e gli ha detto: “caro Pino, tu che sei uno che capisce e conosce, mi puoi dare un consiglio su come chiamare questa nuova strada?”. Lui risponde: “è una strada dove ci passano più podisti che macchine, ci vanno per fare riscaldare i muscoli e a turno portano la pomata per farli riscaldare prima, ecco io la chiamerei proprio così: “strada pomata” . E cosi fu, o almeno così mi ha raccontato Pino, poi che ne so se è vero, andate a verificare voi se avete voglia, in fondo a me che mi interessa se è vero o no?

A mezzogiorno abbiamo pranzato abbacchio con asparagi selvatici.
L’abbacchio era ottimo ma avevo qualche dubbio sugli asparagi. Erano senz’altro selvatici, ma non ero convinto che fossero stati raccolti da Pino Coccia in carne e ossa.

Se parliamo di funghi allora si, Pino è un esperto. Ti sa distinguere a occhio nudo una mazza di tamburo da un piatto della batteria. Ma a livello di asparagi, caro Pino, ho i miei dubbi: non che tu non li sappia riconoscere, in fondo sono facili da identificare, ma i dubbi li ho sul fatto che non conosci i posti.

Ma se vai nelle cave di travertino, secondo te, cosa speri di trovare? Niente, solo pietre che rischi ti cadano addosso o che qualcuno te le lanci scambiandoti per un malintenzionato.
Confessa, una volta per tutte: tu vai nel bosco, trovi un raccoglitore vero di asparagi col cesto pieno, contratti il prezzo e te li compri da lui. Ma non ti preoccupare, non lo dico a nessuno.

Il pomeriggio del giorno di Pasqua siamo andati con Pino, Oliver e Shery al recinto per cani che si trova a Tivoli. Pino ha insegnato a tutti e tre come si raccolgono i pinoli, visto che il recinto era pieno di pigne.

Io sono stato il primo a imparare la lezione, mentre Oliver e Shery hanno impiegato un po’ più di tempo. A loro occorrerà qualche altra ripassatina, che gli potrò dare io per telefono, dato che mi son preso il loro numero attaccato sul collare. Presumo che avranno bisogno di un mesetto circa prima che diventino anche loro dei cani da pinoli. Con il basilico ligure, il pecorino sardo e i pinoli raccolti penso che verso la fine di maggio a casa Coccia potrete gustare un ottimo pesto. Vi consiglio di farvi invitare.

Il lunedì siamo andati alla gara di Ostia, dove ho battuto me stesso: ho chiuso con un 43 e 51 d’altri tempi, roba da meno di 4 e 30 a minuto. Mai ero andato così forte su una 10 km su strada. Solo in pista avevo fatto meglio però non sono sicuro di quanti km avevo percorso in quell’occasione.

Avevo iniziato a correre e dopo 42 min e 59 secondi mi sono ricordato che dovevo contare i numeri di giri. Quindi penso che quel record non sia stato mai omologato dalla FUP (Federazione Umoristica Podisti).

Per la cronaca, ha corso anche Pino, ma quando hanno attaccato i fogli della classifica ad un palo di legno il suo nome non c’era. Ha mandato me dagli organizzatori a chiedere spiegazioni. Loro hanno detto che il nome l’hanno scritto a penna sopra il palo di legno. E pcchè? Ho chiesto io. Loro hanno detto: ”amico, il tuo amico è arrivato ultimo e il penultimo per combinazione coincideva con l’ultimo rigo dell’ ultimo foglio”. “E allora? Ho detto io?” Loro hanno risposto: “amico, non potevano sprecare un altro foglio solo per lui e allora l’abbiamo scritto sul palo. Sono andato a vedere e infatti c’era, scritto a matita: Nome: Pino Coccia; cognome: Pino Coccia, società: Podistica e Solidarietà; Comitato: GUSS; tempo: 2 ore e 61 minuti. Fine.

Abbiamo dovuto tutti consolare Pino facendogli assaggiare le prelibatezze pasquali offerte da noi tutti tranne me. Lui ha assaggiato tutto ma poi si è fatto una scorpacciata delle sue stesse fave che aveva portato da casa e di cui si era fatta un’altra scorpacciata il giorno prima. Ma Pino Coccia è fatto così, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo….

Dopo aver pranzato ci siamo dedicati al gioco della pallavolo, dove Pino è considerato il migliore che c’è fra tutti i componenti del pianerottolo di casa sua. Lui non ha voluto che portassimo la rete perché sapeva che non c’era il mare e non bisognava tuffarsi per andare a prendere la palla ogni volta che la colpiva lui; ma i suoi colpi erano di una precisione millimetrica, si potrebbe dire che i suoi passaggi fossero telefonati.

Del resto non dimentichiamoci che il nostro coach, dopo aver fatto 15 anni di judo, 10 anni di guida pericolosa (per gli altri), 7 anni di scacchi e 36 iscrizioni alle maratone, ha fatto anche 11 anni di pallavolo sulla carta, coi giornali per terra, prima che gli dessero un pallone in mano.

Alla fine ci siamo divertiti tutti, Anna Maria, Laura, Daniela, Gabriella, Marcello, Alessandro, Luigi, Patrizia, Cristine, Tiziana, belli e brutti e abbiamo passato una fantastica Pasquetta.

Io son tornato a Novara il giorno dopo con l’unico treno rimasto, il Roma-Grosseto e poi il Grosseto Milano via Venezia, Bologna, Pescara, impiegandoci 19 ore e 24 minuti per arrivare a Novara, stanco ma contento di aver trascorso (come ho detto all’inizio), una fantastica Pasqua con Pino e con tutta la Podistica.

Grazie a tutti.

Attilio.



Tiziana e Attiliuccio

Tiziana e Attiliuccio



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