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Si comincia dall’inizio …
di Daniela Paciotti, 14/08/2011

Fulvio e Simone Collio che ai Campionati europei del 2010 a Barcellona ha conquistato la medaglia d'argento come membro della staffetta 4×100 metri che ha battuto il record italiano di specialità dopo 27 anni, fissandolo a 38'17.

Fulvio e Simone Collio che ai Campionati europei del 2010 a Barcellona ha conquistato la medaglia d'argento come membro della staffetta 4×100 metri che ha battuto il record italiano di specialità dopo 27 anni, fissandolo a 38'17.

...da sabato 6 per sistemare tutti i bagagli (io non so mai quante e quali cose mi potrebbero servire così le porto tutte) sia voluttuari che necessarie, considerando una settimana di allenamenti e di una gara e che gara!

Sopra a tutto, strati e strati (compreso un lettino per massaggi) due torte di zi’ Daniela e la cartina stradale… la cartina sì, perché io non ho e non amo un navigatore, anche nella vita, che mi conduca che mi dica dove devo andare, insomma mi piace PERDERMI DA SOLA!

Mentre salivo per i tornanti del Terminillo meditavo su quelli, duri e a piedi che avrei fatto il giorno dopo alla Speata e, come sempre prima di una gara dura, mi abbandonavo a mille elucubrazioni mentali, ma come direbbe Romano è lì che si vedono i “duri”!

Finalmente mi fermo davanti all’Hotel Bucaneve e affido la macchina al Presidente che me la parcheggia vicinissimo all’entrata effettuando una salita da brivido (tipo i primi 3 km della Speata per intenderci). Pranzo e sistemazione in camera e poi una prima presa di visione del campo di atletica che si trova a 2,900 km dall’Albergo insieme ad Anna Maria, Giuseppina e Roberto, distanza saltuariamente percorsa la mattina.

Inutile dire che tutto, proprio tutto era ed è stato bellissimo: il campo tenuto accuratamente, in mezzo ad una vallata con stradine percorribili sia per passeggiare che per allenarsi, possibili scorciatoie di trekking, salitelle scaldamuscoli e discese defaticanti (..le discese ardite e le risalite!!!!); per non parlare della visione di atleti (uomini e donne) della Nazionale Italiana che, magari solo per pochi attimi loro (e una eternità per noi) condividevano un percorso di allenamento.

Allenamento, a proposito! Ogni giorno arrivati sul campo, dopo qualche giro di riscaldamento partivano gli allenamenti di Pino e Fulvio: stretching, addominali, allungamenti, ripetute con la corda, rinforzamento dei muscoli con gli elastici, coordinamento fisico e psichico con la palla…

Tutto senza farci male, splendidamente diretti dai nostri due “Coachangels” non ci siamo mai fatti del male e, se proprio qualcosa appesantiva le giunture, beh… c’ero sempre io con un buon massaggio!!!

Questo tutti i giorni, due volte al giorno con una grande pazienza, proseguendo con la personalizzazione dell’allenamento che Pino e Fulvio curavano nella seconda parte della mattinata e del pomeriggio.

Il pranzo, come la colazione e la cena erano “a sopravvivenza” proprio nel senso della quantità e della qualità, ma tanto, tutti, ci siamo sempre detti che… poi avremmo smaltito!!!

Il che poi, tutto sommato è stato per quasi tutti!

Potrei ancora raccontarvi della passeggiata a raccogliere lamponi di un gruppo, mentre l’altro andava a cercar funghi e di come il primo gruppo sia tornato con oltre 2 kg di “bottino”, mentre il secondo a mani vuote…

Potrei raccontarvi delle uscite notturne dei giovani oranges alla ricerca delle splendide ragazze della nazionale (anche loro tornati a mani vuote!)

Potrei raccontarvi del pomeriggio sulla scia di Indiana Jones, in cui Anna, Daniela, Pino, Fulvio, Alessandro e Salvatore si sono cimentati in un percorso all’ultima “pelle d’Oca” (anche per il vento freddo) attraverso ponti tibetani, corde d’acciaio sospese, liane dondolanti e scivolate carrucolate sospesi a dei moschettoni fino a 18 m da terra…..

Potrei raccontarvi della mia eccezionale performance di danza del ventre e dell’approccio alla danza della mia allieva Davida (David) che ha spaventato la nipotina di Giuseppina fino alle lacrime (non sappiamo se per la delusione o per l’orrore che si presentava ai suoi occhi innocenti).

Potrei raccontarvi delle due partite di calcetto che abbiamo fatto (io unica donna) e nelle quali come sempre i “maschi adulti” diventano giocatori della Nazionale non compresi.

Potrei raccontarvi delle riprese filmate che Fulvio ci ripresentava la sera e che insieme a Pino ci riportavano a comprendere, finalmente, errori di impostazione nella corsa dei quali non ci eravamo ancora accorti…

Potrei raccontarvi.. dei miei personali progressi, della mia soddisfazione quando, nelle foto di Pino, oltre la ciccia dell’età, ho visto per la prima volta i risultati della mia nuove progressioni in un servizio fotografico in cui non sono mai risultata con i piedi per terra (chiamatemi la podista volante!).

Potrei raccontarvi dei miei dubbi sullo scegliere la velocità o la resistenza fino a quando non sono andata in macchina con Pino domenica mattina per andare alla Speata: la velocità a lui, la resistenza (fisica psichica emozionale alla sua guida-veloce) a me, visto che abbiam fatto il percorso dal Terminillo a Subiaco in meno di due ore, mandando in tilt autovelox, automobilisti sorpassati e, naturalmente, navigatore, anzi navigatrice (mandata dopo a riparare per gravi disturbi di coordinamento!!).

Potrei raccontarvi ancora che siamo stati in un posto bellissimo con un bellissimo panorama che dalle finestre dell’albergo guardava la luna o il sole sorriderci giorno e notte…

Potrei raccontarvi degli amici splendidi che ho avuto a condividere con me questa esperienza, delle risate, delle emozioni condivise, delle corse e dei fiatoni, delle barzellette, dei racconti personali….

Ma, infine penso sia giusto e importante raccontarvi di ciò che l’attento studio del posto, l’accurata informazione e la giusta scelta dell’albergo di Anna Maria Ciani ci ha portato ad apprezzare.

La pazienza di Fulvio nel raccontarci gli aspetti fisico-tecnici del nostro corpo e le nostre reazioni muscolari allo sforzo (compreso l’ileopsoas), la cortesia e l’attenzione ai piccoli problemi muscolari di ognuno ….

Ma, soprattutto, voglio ringraziare la caparbietà del nostro Presidente, la sua instancabile forza di lavoro, la sua indomita capacità di farci allenare senza farci far male e anche se a volte, nello sforzo di imitarlo in uno o più esercizi, ho potuto paragonarlo a quei sergenti americani dei film “marcia o muori” lo ringrazio veramente di tutto, perché mi ha portato, ma credo di poter condividere il pensiero di tutti, a credere in me e nel mio potenziamento, molto più di tante gare o allenamenti fatti fino ad ora…

Per questo, cari Anna Maria, Pino, Fulvio la mia frase mantra sarà:

IL PROSSIMO ANNO INSIEME ANCORA E CON TANTI ALTRI ORANGES!!!!

Zi Daniela


Il 'volo' di Daniela

Il 'volo' di Daniela



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