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Lettera al Presidente...
di Attilio Di Donato, 30/12/2010

(foto di Lisa Magnago)

(foto di Lisa Magnago)

Caro Pino Coccia,

tu mi chiedi di fare un resoconto sulla cena sociale e io te lo faccio perché sei un amico ma se mi avessi chiesto di fare un resoconto sulla cena sociale te lo avrei fatto lo stesso, proprio perché sei un amico.

Se ti devo di’ come si è mangiato ti direi che si è mangiato bene perché si è mangiato e quando si mangia per me si mangia sempre bene. Ma non ti dico come si è mangiato e neanche come si è bevuto ma ti dico come sono stato io in mezzo a voi: in pace ed allegria.

Era da tempo che non sentivo il vostro affetto perché le circostanze mi hanno portato al nord di questa nostra bella Italia.

Caro amico a me i tuoi discorsi che fai alla cena sociale mi piacciono moltissimo e ho seguito con orecchio concentrato tutto il periodo degli elogi e delle premiazioni. Ti ho ascoltato con tanta attenzione che me so magnato pure tutto quello che c’era nel tuo piatto mentre tu parlavi.

Amico mio la prossima volta o parli o magni, di bocca ne hai una sola e ti devi un po’ regolare, magari mettiti d’accordo con i camerieri, ti presenti al ristorante un’ora prima e ceni con calma, così ci dai una sorta di anteprima sulla qualità del commestibile.

Oppure magni dopo, giri per i tavoli e vai a cercare nei piatti altrui quello che è avanzato, mica sei il presidente che puoi fare quello che vuoi….

Mi ha fatto un grosso piacere rivederti, in gran forma, hai la stessa panza dell’anno scorso e i 141 capelli che avevi ti sono rimasti tutti tranne uno, che è finito nel tuo piatto ma me so magnato pure quello.

Hai fatto bene a premiare tutti con le targhe, così le possiamo attaccare alle macchine quando passiamo davanti agli autoveloxsxsxs e ci arrivano le multe per non aver pagato le multe del 1957 quando i limiti di velocità erano di 130 ma il contachilometri con il piede a paletta segnava 110.

Le coppe poi le porti a casa e le mogli (chi ce l’ha) stanno sempre a recriminare perché glie tocca lucidarle pure quelle e non se le possono manco andare a vendere perché non sono d’argento e hanno la targa pure quelle.

I regali dati in commestibili a conti fatti sono la cosa migliore. Mettiti nei panni di un salame per esempio: non saresti orgoglioso di considerarti oggetto di premiazioni prima di finire sotto le grinfie di un maledetto coltello? Lo stesso dicasi per un prosciutto o un pezzo di formaggio…

Tu a queste cose non ci pensi caro presidente perché da quando sei in pensione fra mangiare e dormire non hai un attimo di tempo e quel poco tempo che ti rimane lo perdi girando in macchina per Tivoli alla ricerca di quel parcheggio che era libero il giorno prima quando eri uscito di casa solo per parcheggiare lì e che hai trovato occupato il giorno dopo.

Devi fare una vita più attiva caro Pinuccio, lo dico per te, vedi un po’ se ti possono riprendere al lavoro, tu in pensione non ti ci trovi, è scomoda, vattene a casa a dormire la sera, magari dovrai rifarti il letto da solo la mattina e farti da mangiare a mezzogiorno ma comunque il mutuo l’hai finito di pagare e la casa è tutta tua. Non c’è più il pericolo che ti si presenta da un momento il notaio della banca a cui ti sei appoggiato e ti “becca” a mettere un chiodo per appendere un quadro e ti dice di non rovinare i muri perché la casa è ancora un po’ sua.

Ad ogni modo grazie della cena caro Pinuccio Cocciuccio e stai tranquillo: il gestore del ristorante è rimasto contentissimo per come gli ho lavato i piatti: in mezz’ora erano lindi, anche perché ho usato “Svelto”.

Statt bbuon. Attilio.


Cristina Imbucatura e Patrizia Santarelli (foto di Lisa Magnago)

Cristina Imbucatura e Patrizia Santarelli (foto di Lisa Magnago)

Evento: Cena Sociale 2010 (23/12/2010)



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