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Nuota come un pesce! - Ma il pesce non nuota!?
di Giorgio Brugnoli, 01/03/2021

Un ossimoro?
Il pesce non nuota sembra un’affermazione paradossale.

Il significato del verbo nuotare è il fulcro della questione.

Se ci soffermiamo a riflettere su ciò che intendiamo per saper nuotare, intercettiamo la capacità di spostarsi da un punto ad un altro e allora il pesce sicuramente nuota.
Ma se nuotare significa seguire un percorso di apprendimento grazie al quale un individuo acquisisce delle capacità che si trasformeranno poi in abilità acquatiche, allora il pesce non nuota.

La scuola d’acqua è quella scuola che, specialmente da bambini, insegna a stare in acqua bene e volentieri, insegna e sviluppa le abilità necessarie a muoversi in sicurezza. Tende a spiegare la spinta idrostatica con semplicità e promuove un rapporto di simbiosi con il fluido.

Ma non tutti hanno avuto in passato l’occasione di frequentare una scuola nuoto e magari non è andato tutto perduto.

Oggi, grazie a Podistica e solidarietà, si apre l’opportunità di recuperare il rapporto con l’acqua, consolidare le tecniche acquisite e migliorarne delle altre.


D'altronde anche se siamo dei podisti un po’ di nuoto non può che farci bene: chissà quanti di voi dopo un lungo si sono rifugiati in piscina per una seduta di scarico …
La domanda che mi fanno più spesso è:
il Nuoto quanta energia costa?
Urge una distinzione.
Grazie alla maggior percentuale di grasso corporeo e alla sua distribuzione, le donne hanno un galleggiamento migliore e quindi consumano meno.
(Il consumo calorico di una nuotatrice può essere inferiore fino al 30%)

Un’ora di corsa equivale mediamente ad un’ora e trenta minuti di allenamento in piscina per gli uomini e sale ad un’ora e quarantacinque minuti per le donne.
Ma il punto non è questo, forse se ci sentiamo affaticati dall’allenamento in acqua, dovremmo migliorare la respirazione oppure le prese, gli appoggi.

Durante la mia esperienza di Tecnico (FIN), ho seguito alcuni triatleti e ho potuto constatare quanto segue: la gara è la sublimazione dello sport e atleti di qualsiasi livello ci tengono a far bella figura.

Per alcuni di loro il nuoto non aveva un ruolo nevralgico, ma si sono resi conto che pianificando delle sedute di tecnica, cioè facendo particolare attenzione allo sviluppo di una tecnica efficace ne hanno beneficiato.

Bisogna fare attenzione ai movimenti, ma diverso è avere consapevolezza di un’Azione motoria efficiente. Tra le mansioni del tecnico la più importante è controllare i presupposti per la prestazione, quindi fatto salvo la costituzione corporea si concentrerà a migliorare e a vegliare sulla condizione (cioè su forza resistenza e velocità), sulla coordinazione (cioè ad organizzare e regolare il movimento) e sul controllo emotivo.

Alcuni di voi li ho già incontrati insieme a Maurizio Randolfi e spero di potervi dare comunicazione di tante iniziative che abbiamo in cantiere il prima possibile.
Giorgio Brugnoli




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