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La Tempesta perfetta
di Bjorn Mikael Wesstrom, 14/05/2018

IRONMAN 70.3 Pays d'Aix

IRONMAN 70.3 Pays d'Aix

Ho fatto attendere un po' di capire mio risultato alla gara di ieri, perché sinceramente, sto ancora cercando di recuperare le forze. Detto questo... come è andato, e cosa è successo?
Ieri mattina siamo partiti, si sapeva che poteva esserci una forte pioggia per un po' durante la gara. Io un po' speravo che sarebbe stato durante la corsa, perché comunque, andare in bici con la pioggia, con tornanti in dicesa, non è il massimo... Detto fatto... partiamo quindi con il nuoto. Io mi posiziono con quelli che dovrebberò fare 1900m in circa 40 minuti... ma nonostante la fila organizzata benissimo sulla spiaggia, vedo gente che per qualche motivo (forse i nervi) spingono per arrivare avanti prima... (che senso ha, non sapprei.. perché il tempo inizia da quando passi per entrare nell'acqua e se vai prima di uno più forte, poi quello ti deve passare durante il nuoto...)
Così io mi sono trovato in fine nel gruppo di 43-44minuti.
L'acqua che si pensava doveva essere fredda aveva una bellissima temperatura di 20 gradi. (noi così andiamo anche con muta, che aiuta molto... ed io stavo proprio benissimo).
Ho così superato un sacco di gente in acqua e ho concluso con 39 minuti e 31 secondi. Quindi un netto miglioramento contro i 45:02 dell'anno scorso.
Partiamo con la bici, e purtroppo succede quello che si pensava poteva succedere... ma nessuno se la aspettava così... o forse qualcuno pensava anche così male... ma lo vedo difficile. La temperatura scendeva, e come peggior situazione abbiamo raggiunto in torno a 3 gradi in montagna.
Non so se avete presente come uno si veste normalmente quando fa triathlon, ma io avevo il trisuit (un tipo di body) e per affrontare quel poco più freddo (pensavo io) mi ero anche messo una maglietta mezza manico sopra...
Ho preso talmente pioggia, grandini, visto gente che andava fuori strada...uno dritto dentro la montagna... bici sfondate... dopo un po' ho perso la sensazioni nei mani dal freddo... ma non volevo mollare... Ho continuato fino alla fine del giro di bici, che l'anno scorso con bellissimo tempo, ho concluso in 3 ore 29 minuti e 17 secondi. Invece ieri ho fatto 3 ore 29 minuti e 29 secondi...
Considerando il tempo, il freddo, la difficoltà di fare le discese, un po' per la pioggia, molto per il freddo... ho sentito il freddo arrivare dentro di me, anche fino alla zona sotto la cintura... e quando era così ho capito che ho perso il controllo della temperatura corporea...
Arrivo alla zona dove si cambia per la corsa, devo portare la bici alla sua zona... ho freddo... ho difficoltà di muovermi... una signora viene e mi chiede come sto... in inizio non capisco, mi parla in francese... ma anche se fosse stato svedese, non avrei capito... mi sforzo un attimo, dico: "ho freddo... per favore mi aiuti"... mi da una copertina di foglio argentata, mi spiega, dopo un po' in inglese, che c'è una stanza riscaldata...
Io in quella stanza rimango per 2 ore, senza riuscire a riprendermi, dopo un ora, volevo provare ad andare a farmi la corsa, ma una volta uscito ho sentito come la temperatura nel mio corpo era sparito un altra volta, in un attimo e capivo che non potevo farcela.
Così, fiero dei tempi che ho raggiunto, fiero comunque di aver scelto la salute contro essere stupidamente testardo... (io lo ammetto... volevo proprio continuare... era difficile decidere che era più importante stare bene... chi mi conosce bene, lo sa che io sono purtroppo un po' così...).
Lo so che la corsa quest'anno è la mia arma più forte, so che se non ci fosse stato questo freddo, io avrei fatto dei risultati molto buoni quest'anno. Rimango fiero di quel che ho fatto, e ho imparato una lezione molto importante... pianificare con la previsione del tempo...
Magari non avrei fatto un ottimo tempo, ma se avevo vestiti di cambio alla corsa, magari qualcosa più caldo durante la bici... potevo comunque concludere la gara. C'è chi è riuscito... anche sotto 4 ore, i professionisti... quindi sicuramente, si poteva fare.
Complimenti al nostro Simone Polselli che è riuscito a terminare e che ho salutato in montagna.
Ma nonostante tutto sono contento così.
Probabile che torno prossimo anno




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